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GLI STATI GENERALI DELLA SCUOLA TRENTINA
sabato 31 ottobre 2026
👤 Brigitta Apolloni è un nuovo suggerimento di amicizia per te
martedì 20 ottobre 2026
Gli insegnanti... imparino dagli studenti.
Migliaia di docenti, in queste settimane, si stanno unendo alla protesta promossa dal gruppo «Istruzione di Qualità in Trentino». Oltre cinquanta Istituti coinvolti. E i numeri sono in crescita. Sulla falsariga dell’esperienza di colleghi e colleghe di Bolzano, si chiedono un salario adeguato e il riconoscimento economico e sociale del nostro lavoro, attraverso uno sciopero bianco che consiste nel blocco dei viaggi d’istruzione e dei progetti.
La buona notizia è che - finalmente - qualcosa si muove: di scuola parlano sempre in tanti, ma la scuola, gli insegnanti soprattutto, tacevano da troppi anni. Evidentemente siamo arrivati al limite della sopportazione. O ci siamo comunque molto vicini.
La scuola è umiliata, certo, dal drastico taglio alle risorse ma, più ancora, da tutto ciò che negli ultimi decenni si è accumulato nel segno di un mito dell’innovazione che, paradossalmente, ci ha fatto perdere di vista la realtà : quel mito venera divinità come la digitalizzazione forzata (in barba a tutte le evidenze scientifiche dei danni che comporta), l'efficientamento (che si traduce in massima parte in aumento della burocrazia), l'autonomia (che maschera una dinamica sempre più verticistica delle decisioni), il merito (che finisce per allargare le disuguaglianze sociali), il ruolo ancillare della scuola alla produzione (che toglie allo studio dignità propria). Senza contare i decreti ideologici che stanno spostando la scuola italiana fuori dal solco tracciato dalla Costituzione (dal tetto agli studenti stranieri al consenso delle famiglie per l’educazione sessuoaffettiva ai decreti sicurezza).
Abbiamo accettato tutto questo come se fosse una necessità ineludibile. Anzi, abbiamo addirittura fatto nostro quel mito, finendo per condividerne la logica e i concetti, per inchinarci alle stesse divinità . Siamo diventati talmente zelanti che adesso vorremmo che tutto questo ci venisse riconosciuto in busta paga.
Al di là del metodo, malamente scopiazzato dalle valli sudtirolesi, portato avanti in ordine sparso e che si presta facilmente alle critiche dei benpensanti, il rischio è che, se anche la protesta dovesse funzionare, quel che si potrebbe ottenere sarebbe l'ennesimo compromesso tra i sindacati che porteranno a casa qualche spicciolo e la PAT che avrà in cambio qualche altro sacrificio ai soliti Dei.
Impariamo invece dagli studenti:
gli studenti hanno capito benissimo che l’obiettivo è comune e dev’essere puntato su quel punto dove convergono tutte le battaglie sociali, espressione di un malessere diffuso e sempre più intollerabile.
Diciamolo chiaramente: la questione salariale è sacrosanta, ma lo è solo e proprio nella misura in cui è trasversale a tutte le categorie del lavoro dipendente.
Di più: la difesa della «Scuola della Costituzione», pubblica e di qualità , è sacrosanta, ma non è separabile dal rifiuto della guerra e del genocidio che si sta consumando in Palestina, dalle lotte per la casa, dalle piazze contro il carovita, dalle battaglie ambientaliste, antisessiste, antifasciste e antirazziste.
Gli studenti hanno capito meglio di noi che questo distopico presente (non il «futuro» che si evoca ingenuamente) non è conseguenza di una crisi o di una momentanea difficoltà di un sistema altrimenti buono, ma, al contrario, è la realizzazione concreta di ideali e visioni che ben poco hanno a che fare con le belle parole di cui tutti continuano a riempirsi la bocca.
Nelle manifestazioni degli studenti di questi giorni, le bandiere palestinesi, gli slogan antifascisti, le tende piantate davanti a Montecitorio, così come - in direzione uguale e contraria - la durezza della repressione poliziesca e il vergognoso atteggiamento della politica e dei media (che anziché rispondere alle richieste delle piazze si limitano a denunciarne gli episodi di violenza)… tutto questo mostra come gli studenti abbiano capito che una scuola povera, umiliata, militarizzata, digitalizzata è assolutamente coerente con una crescente concentrazione del potere economico e politico, con la criminalizzazione del dissenso, con il riarmo nazionalista, con la privatizzazione dei beni comuni.
Ben venga dunque la mobilitazione, ma guai a fermarsi all’orto di casa: raccogliamo il vento che si sta alzando e restituiamo alla scuola il ruolo che le spetta. Impariamo dagli studenti.
Trento, 20 ottobre 2026 NZeAG
martedì 28 maggio 2024
1 giugno: tutti in piazza Contro la guerra, senza se e senza ma
PER IL CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO E PERMANENTE
IN PALESTINA E IN TUTTE LE ZONE DI GUERRA
PER IL DISARMO E IL RIPRISTINO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Sabato 1 giugno 2024 ore 17 - piazza Dante, Trento
Venti di guerra soffiano più forte che mai, in Europa, nel Mediterraneo e in tutto il mondo: non solo i tanti conflitti attivi, ma pure i nazionalismi, la retorica della sicurezza e della deterrenza che alimenta la corsa agli armamenti, il disprezzo della diplomazia e del Diritto Internazionale.
A dispetto del coraggio di alcunÉ™ giornalistÉ™ e intellettualÉ™, i mezzi di informazione hanno volentieri indossato l’elmetto d’ordinanza, ripetendo a ciclo continuo la complice ipocrisia dei governi e delle istituzioni internazionali.
Mentre cresce il rischio di un’escalation globale e nucleare del conflitto, l’industria bellica con tutto il suo indotto, la finanza internazionale e il grande capitale fanno profitto, trasformando in montagne d’oro il fiume di sangue dellÉ™ civilÉ™.
Il valore economico è l’unico valore che questi signori riconoscono alla vita umana:
Non possiamo rimanere in silenzio!
Uniamo la nostra voce alle tante piazze e allə studentə di tutto il mondo, per esprimere solidarietà alla popolazione palestinese, straziata dalla feroce campagna militare di Israele, per condannare il genocidio in corso.
Chiediamo:
- il Cessate il fuoco immediato e permanente;
- il Ripristino e l’applicazione del Diritto Internazionale;
- la Liberazione contestuale di tuttÉ™ lÉ™ prigionierÉ™;
- lo Stop immediato alla vendita di armi.
Tuttavia, sebbene l’offensiva israeliana su Gaza sia oggi la più vistosa tra le violazioni del diritto internazionale, dobbiamo ricordare che in tanti altri luoghi di cui spesso nemmeno si parla, si sta combattendo un’unica guerra globale, si sta nutrendo un unico cruento mercato, si sta raccontando un’unica vergognosa menzogna, si sta massacrando un’unica dolente umanità .
Il tema dunque non è solo la Palestina, ma la guerra globale permanente, in tutte le sue articolazioni: militari, economiche, politiche, culturali e tecnologiche.
Il mondo si trova di fronte a un bivio storico.
Noi tuttÉ™ siamo di fronte a quel bivio.
Dobbiamo scegliere se continuare a giustificare la vasta rete di interessi e di potere, guidata da pochissimÉ™ attorÉ™ privatÉ™ sovranazionali, che controllano le imprese e influenzano i governi in modo assolutamente antidemocratico;
dobbiamo scegliere se rimanere silenti di fronte alla rapine di risorse, ai danni ambientali, a chi determina e sfrutta senza scrupoli la miseria e la morte di milioni persone,
oppure gridare insieme: “Ora Basta!”
e riprenderci gli spazi di democrazia e destinare queste risorse all’istruzione, alla sanità , alla giustizia ecologica e sociale.
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Per aderire: scuola.trentina@gmail.com
Promotori:
Associazione Pace per Gerusalemme
Associazione Ya Basta! Êdî Bese!
Cantieri di Pace Trento
Centro Pace, Ecologia e Diritti Umani di Rovereto
Centro sociale Bruno
CLIMA3T
Collettivo Maffei - Riva Del Garda
Collettivo Autogestito Scholl - Trento
Collettivo Autogestito Vittoria - Trento
Coordinamento Studentesco
Donne in cammino per la Pace
Gruppo Trentino con Mimmo Lucano
Mediterranea Saving Humans Trento
Stati Generali della Scuola Trentina
Aderiscono anche:
Arcigay del Trentino
Assemblea Antirazzista Trento
Alleanza Verdi e Sinistra del Trentino
Associazione Taiapaia
Atas onlus
Bozen Solidale
CAVA - Coordinamanto Associazioni della Vallagarina per l’Africa
Cittadini per la pace - Rovereto
Cortili di pace - Pergine
Donne in nero - Rovereto
Il Gioco degli Specchi APS
Libera La parola Trento
Lune sui Laghi - Levico
Spazio Autogestito 77
mercoledì 15 marzo 2017
Che confusione in classe!
lunedì 14 novembre 2016
Sù la testa
giovedì 7 luglio 2016
avviso alle maestre dell'Infanzia
giovedì 9 giugno 2016
NO ALLA SCUOLA DEL PRESIDENTE
martedì 24 maggio 2016
assemblea
mercoledì 27 aprile 2016
la buonascuola trentina
ciao a tutti,




