domenica 29 aprile 2012

Attenti a quelle due


Scuola. Prof Cercasi
Lombardia e Trentino: pronti per la “chiamata diretta”


di  Sara De Carli
pubblicato sul settimanale "Vita" il 24 aprile 2012

(http://www.vita.it/news/view/120010)


All’inizio le hanno chiamate “fughe in avanti”, ma in una manciata di giorni quella “chiamata diretta” che sembrava una velleità nordista ha fatto incetta di via libera a tutti i livelli e si appresta a diventare realtà in tempi brevissimi. A patto di non chiamarla così, con quel nome che suggerisce l’immagine di un preside che si sveglia al mattino, alza la cornetta e chiama come suo insegnante il raccomandato di turno.
E infatti che non sia una “chiamata diretta” è la prima cosa che entrambe le protagoniste della volata, due donne molto diverse tra loro, si affrettano a precisare. Una è del Pdl, Valentina Aprea, e solo a marzo era presidente della commissione Cultura della Camera: l’ha abbandonata per fare l’assessore all’Istruzione della giunta Formigoni, portando a casa, il 3 aprile scorso, la possibilità per le scuole statali lombarde di scegliersi i supplenti annuali, reclutandoli tra i già iscritti in graduatoria con un concorso indetto dai singoli istituti o da reti di scuole. L’altra è Marta Dalmaso, assessore all’Istruzione della Provincia autonoma di Trento, che il 2 aprile ha presentato la proposta per “Nuove procedure per il reclutamento del personale insegnante della scuola”.
Così vicine, così lontane
Anche qui l’idea è di selezionare in loco i professori, seppure a livello provinciale, attraverso un albo con tanto di pre-selezione attitudinale all’ingresso, cui attingere sia per gli incarichi annuali sia per un concorso a cattedra da indire ogni 2-3 anni. La Dalmaso però è del Pd. E a sorpresa ha l’appoggio della Flc-Cgil locale (la stessa che in Lombardia ha definito «incostituzionale» la proposta Aprea). Il suo piano di lavoro ha scatenato il putiferio nel Pd nazionale, già sulle barricate contro la legge lombarda: Francesca Puglisi, responsabile Scuola, in una nota ha ribadito che «il Pd è contrario a sperimentare forme di chiamata diretta». Ma la Dalmaso va dritta: «Il Pd nazionale ha stoppato un chiacchiericcio nato su voci sbagliate, non la mia proposta.
Non sono stata mi nacciata di espulsione e guarderò con interesse a quel che Valentina Aprea sta facendo in Lombardia. È stolto impedirci di ragionare insieme e senza preclusioni su temi così delicati». Politicamente il tema è caldo. Concretamente è una rivoluzione, che potrebbe vedere la luce già a settembre in Lombardia – «Noi siamo pronti, dipende se l’accordo con il ministero arriverà entro giugno», dice la Aprea – e nel 2013 in Trentino, quando scadranno le attuali graduatorie. Per la Aprea il nuovo meccanismo consentirà di «ridurre la mobilità dei supplenti annuali, che in alcune scuole riguarda anche il 15-20% degli insegnanti e che è particolarmente alta tra gli insegnanti di sostegno, con i danni che è facile intuire».
Aumenterà la «continuità didattica, perché tra i criteri di selezione vi potrà essere l’aver già lavorato con profitto in quella scuola. In questo senso il concorso garantisce la trasparenza, perché c’è una esplicitazione dei criteri di selezione», precisa. Ma non c’è il rischio che questa competizione tra le scuole crei disuguaglianze e magari le più ricche attraggano i professori migliori anche attraverso un incentivo economico? «Questo non è previsto», dice la Aprea. Quanto alla competizione sui Pof, «non è l’uniformità che garantisce il criterio della qualità. Ci possono essere modi diversi di essere scuola di qualità, dipende dalle caratteristiche dei territori e degli studenti».
Ricambio generazionale
Spostandosi a Trento, l’accento passa sull’«elevare la qualità dell’insegnamento» e sul «consentire l’accesso ai giovani». Marta Dalmaso spiega che «con le graduatorie ad esaurimento di oggi, qui a Trento arriveranno alla cattedra tra 15 anni, quando non saranno più giovani. Prevedere il concorso accanto alle graduatorie è il modo per garantire quel mix generazionale che per noi è un valore».
Il concorso però, e si torna alla qualità dell’insegnamento, «non può valutare solo la conoscenza della materia, ma le capacità didattiche, relazionali, l’attitudine all’insegnamento». L’idea è di mettere questo “filtro” all’inizio del percorso, quando gli abilitati chiederanno l’iscrizione all’albo provinciale che si configurerà così come «una base costante e coltivata di docenti accompagnati nel loro percorso sul tempo determinato». Chi sta nell’albo sarà valutato alla fine di ogni contratto. Ed è qui che, secondo Nicola Zuin, animatore degli Stati generali della scuola trentina, «c’è una inaccettabile discrezionalità dei dirigenti, che coordineranno i vari comitati di valutazione. Anche perché quella valutazione contribuirà a definire il tuo posto in graduatoria».
La strada sembra segnata. Anche perché autonomia responsabile, valutazione delle scuole, nuove forme di reclutamento sono, non a caso, ai primi tre posti delle priorità indicate dal ministro Profumo nel suo atto di indirizzo. Con il placet anche degli studiosi: per Marco Gioannini, ricercatore della Fondazione Agnelli – che a inizio aprile ha valutato la qualità delle scuole superiori di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Calabria attraverso i risultati universitari dei loro ex alunni –, «l’attuale sistema di reclutamento e in particolare le graduatorie sono uno dei mali della scuola italiana. È giusto che una scuola possa scegliersi i propri docenti, attraverso bandi che attingano ad albi di abilitati costruiti sulla base di rigorosi standard di qualità nazionali». Al Tavolo con le Regioni per l’attuazione del Titolo V di prossima attivazione, Aprea e Dalmaso non siederanno sole.

giovedì 19 aprile 2012

sensibilità... diverse

A giudicare dalla reazione di Cgil e Cisl, pare proprio che abbiamo toccato un nervo sensibile. 


In ogni caso, ci teniamo a precisare che nell'intervista citata e pubblicata su l'Adige  del 18 aprile, Alessandro Genovese non ha espresso un parere personale, ma - in quanto "portavoce degli Stati Generali", ha voluto dare pubblica voce a ciò che la stragrande maggioranza degli insegnanti (molti dei quali iscritti al sindacato) manifesta da tempo, in occasioni pubbliche e private: la sensazione di non sentirsi più rappresentati dalle sigle sindacali in questione, e l’amarezza nel constatare la loro sordità, miopia e lontananza dal mondo della “scuola reale”. 
Forse Cgil e Cisl, anziché offendersi, dovrebbero avere l’umiltà di ritornare nelle scuole, parlare con gli insegnanti (a partire dai propri iscritti) e verificare “sul campo” quanto profonda sia la distanza che li separa dalle esigenze concrete e quotidiane di chi lavora ogni giorno nella scuola trentina, e quanto forte sia il malcontento verso le politiche adottate dall’assessore Marta Dalmaso e dalla Giunta Provinciale. 
Abbiamo detto e ribadiamo che non ci piace l'eccessiva acquiescenza e arrendevolezza che Cgil e Cisl hanno spesso dimostrato nei confronti del governo provinciale in materia di politiche scolastiche. Gli esempi da citare sarebbero molti, ma ne basti qui uno soltanto: la proposta – avanzata in sede di trattativa sindacale – da parte di Cgil e Cisl di aumentare da 70 a 100 le ore di “recupero” a carico dei docenti delle scuole superiori, a seguito della cosiddetta “iniziativa innovativa” che ha imposto unità didattiche di 50 minuti; una proposta “più realista del re”, che fortunatamente non si è poi concretizzata, ma che aveva trovato l’opposizione netta da parte dell’intero corpo docente.
Infine, ci piacerebbe chiedere a Cgil e Cisl: quali sarebbero queste “affinità politiche” che gli Stati Generali “si guardano bene dal dichiarare apertamente”? 
Tutti sanno che degli Stati Generali fanno parte docenti dei più diversi orientamenti politici e iscritti a tutti i sindacati operanti in provincia, ma gli Stati Generali hanno sempre agito, e - se ne può star certi - continueranno ad agire, liberamente e autonomamente, senza alcun condizionamento e perseguendo l'unico obiettivo di difendere i diritti degli insegnanti di ogni ordine e grado, offrendo il proprio contributo per una scuola migliore. Il resto sono soltanto illazioni e allusioni, che gli Stati Generali respingono come totalmente prive di fondamento.



mercoledì 18 aprile 2012

non ricattabili

qui trovate l'articolo sul sito de l'Adige coi commenti dei lettori: http://www.ladige.it/articoli/2012/04/18/albo-provinciale-prof-sotto-ricatto#comments

Compiti per casa

Cari compagni di lotta,
in attesa delle prossime (imminenti) mosse, vi chiediamo un primo, importante contributo: fotocopiare gli articoli su di noi che sono usciti - e che usciranno - sui quotidiani locali, e appenderli in aula docenti.
Dobbiamo parlare coi colleghi e sensibilizzarli: il passaggio che abbiamo di fronte è decisivo tanto per i precari quanto per quelli di ruolo. Se vogliamo davvero poter dire la nostra su questa nuova riforma del sistema, dobbiamo essere tanti e preparati.
Dobbiamo farci sentire più che possiamo, tenere desta l'attenzione, dire a tutti che siamo tornati... e che l'incontro di lunedì è stato soltanto l'antipasto!

Grazie a tutti, a presto

ag e nz

Ps: il blog, il gruppo di discussione e la mailing list sono attivi: sfruttiamoli per avviare un dibattito approfondito sulla proposte dell'assessore e sulle proposte alternative.

mercoledì 11 aprile 2012

ritornano gli stati generali

che ne sarà delle graduatorie? come funzioneranno gli Albi professionali? Selezione tramite test di cultura generale? Valutazione dei docenti? concorsi d'istituto? commissioni di valutazione presiedute dai dirigenti? 

Dopo l'"iniziativa innovativa", 
cosa bolle nella pentola della scuola Trentina? cosa sta preparando per noi "cuoca" Marta Dalmaso?
Ne vogliamo  parlare?
Ritornano gli 
Stati Generali!
Lunedì 16 aprile alle 18.00
sala circoscrizionale SanGiuseppe e SantaChiara, Via Perini, 1 - Trento
 La scuola siamo noi!
 Spargete la voce!

scarica qui la locandina e affiggila nella tua scuola

martedì 3 aprile 2012

bozza

a questo link trovate la bozza delle

Nuove procedure per il reclutamento 
del personale insegnante della scuola 

che ieri l'Assessore ha presentato alla maggioranza e che domani presenterà ai sindacati.


ne discuteremo assieme lunedì 16 aprile
(ore 18.00, sala di via Perini). 

Non mancare e spargi la voce.
scarica qui la locandina, stampala e affiggila nella tua scuola 

mercoledì 28 marzo 2012

autoconvocazione

Lunedì 16 aprile alle 18.00
sala circoscrizionale SanGiuseppe e SantaChiara, Via Perini, 1 - Trento


Ritornano gli 
Stati Generali!

 La scuola siamo noi!
Spargete la voce.


scarica qui la locandina, stampala e affiggila nella tua scuola 

dice Marta

“Oggi, tra i numerosi spunti di riflessione, sono stati toccati anche temi caldi ma importanti per le prospettive della nostra scuola: temi come la formazione, la valutazione, il reclutamento degli insegnanti. C'è chi ci dice che è meglio non sollevare queste questioni perché portano solo grane e la scuola trentina è già ad un buon livello; ma per senso di responsabilità credo di poter confermare che sia da parte mia che del governo provinciale, c'è l'intenzione di provare a capire e sperimentare qualcosa che possa migliorare ancora la nostra scuola. Siamo consapevoli che la nostra autonomia e le risorse che abbiamo voluto investire sulla scuola sono una grande opportunità, ma anche una grande responsabilità”. (Marta Dalmaso)

allora? ne vogliamo parlare? 

venerdì 23 marzo 2012

Ne vogliamo parlare?

  • Eliminazione delle graduatorie.
  • Albi professionali con ingresso tramite test di cultura generale.
  • Assunzione per chiamata diretta dai presidi, o addirittura tramite appalto a cooperative di insegnanti.
  • Valutazione dei docenti.


Dopo l'"iniziativa innovativa", ecco quel che "cuoca" Marta Dalmaso sta cucinando per noi.


Ne vogliamo  parlare?

Ritornano gli Stati Generali! 

A breve la convocazione di una nuova assemblea.

Spargete la voce e tenetevi pronti! La scuola siamo noi!

ag e nz
Graduatorie abolite, insegnanti asserviti
ELIANA AGATA MARCHESE
L’azione di killeraggio della scuola pubblica è così ben organizzata che pare impossibile provenga da una
giunta che, almeno sulla carta (e sulle schede di chi, come molti colleghi docenti, l’ha votata), è di centro-sinistra. Dopo aver peggiorato la scuola con una riforma pessima, l’assessore Dalmaso si sta mettendo d’impegno per peggiorare gli insegnanti. L’abolizione delle graduatorie produrrà insegnanti asserviti, quindi insegnanti peggiori. Il sistema attuale prevede che l’aspirante docente, dopo la laurea, continui a studiare per conseguire l’abilitazione, titolo che ne certifica non solo le conoscenze, ma anche le competenze in ambito didattico. Dopo l’abilitazione, ci si può iscrivere alle graduatorie provinciali, da cui la Sovrintendenza attinge per conferire gli incarichi a tempo determinato, poi i posti di ruolo. L’attribuzione delle cattedre segue l’ordine della graduatoria, e si basa quindi sugli anni, altamente formativi, di esperienza. Conoscenza della disciplina (laurea), conoscenza dei metodi didattici (abilitazione), esperienza (anni di servizio, quindi posto in graduatoria): non è questo che vogliamo dagli insegnanti dei nostri figli? E poi: non vogliamo che il sistema di reclutamento sia equo e trasparente? Evidentemente no. Oggi pare che l’assessore Dalmaso, silenziosa paladina della modernità, voglia creare un “albo provinciale” e poi delegare il reclutamento alle scuole, ognuna delle quali bandirà un proprio concorso. Nell’Italia delle raccomandazioni, c’è davvero chi crede che questi concorsi premieranno sempre i migliori? In futuro per poter insegnare forse non mi basteranno le mie due lauree; dovrò magari ottenere la benevolenza di un dirigente, sperando che lui non abbia un “amico” da mettere al mio posto. Forse non importerà che io conosca Dante, dovrò essere solo una sorridente cortigiana. Quel che si sta buttando fuori dalla scuola oggi è lo spirito
critico: come faranno i professori a trasmetterlo ai ragazzi, se loro stessi non ne avranno? Come faranno a convincerli dell’importanza dello studio, se loro stessi non ci crederanno più? Questa riforma viene giustificata col pretesto di garantire la continuità didattica; ma si tratta, appunto, di un pretesto, per giunta ridicolo: basti pensare alla tragicomica ipotesi di creare cooperative di insegnanti, con cui attivare convenzioni; i professori, ridotti a juke-box a gettoni, non potranno in nessun caso impostare un progetto educativo sul medio-lungo periodo, ma salteranno qui e là, al bisogno. Un ottimo modo per essere definitivamente certi che i ragazzi non imparino proprio nulla, visto che in ambito educativo l’unico modo per arrivare da qualche parte è lavorare con fatica, e per un tempo lungo. Senza parlare del fatto che l’ulteriore precarizzazione del lavoro renderà i docenti demotivati e rassegnati. E, ancor peggio, asserviti. Non c’è niente di moderno in tutto questo. La demolizione del futuro dei nostri ragazzi, che troveranno un mercato del lavoro più difficile e avranno mezzi più scarsi per affrontarlo, nasce unicamente dall’imperativo del risparmio. Ma non è a danno dei giovani che dobbiamo rastrellare risorse. Quest’ennesima aggressione alla scuola trentina va fermata. Invito chi ancora crede in un’istruzione libera e di qualità – magari qualcuno sopravvive anche all’interno del Pd - a resistere, resistere, resistere. Questa riforma, su cui l’assessore non risponde ai sindacati ma i suoi uffici continuano a far trapelare indiscrezioni, avrà effetto immediato, ancor prima di essere approvata: noi insegnanti precari non potremo nemmeno esprimere il nostro dissenso; non firmeremo, ad esempio, una lettera come questa, per paura di perdere il posto di lavoro.
Eliana Agata Marchese
docente di italiano e latino al liceo “Russell” di Cles