domenica 30 gennaio 2011

Ricorso

carissimi,
ringraziamo i tanti che ci hanno già inviato copia dell'impugnativa dei contratti,  e invitiamo chi pensa di unirsi alla nostra azione legale a fare al più presto altrettanto.

Nel frattempo noi ci stiamo lavorando.

Non è ancora chiaro quali saranno i requisiti necessari per ottenere la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato e soprattutto non sappiamo ancora quali contromisure ha intenzione di prendere l'amministrazione. Tuttavia, il tempo che abbiamo a disposizione (ricordiamo che bisogna agire entro 270 giorni) ci permetterà di chiarire ogni dubbio.

Nessuno dia perciò per scontato di essere escluso a priori.

Quel che invece è sicuro, è che il riconoscimento degli scatti di anzianità riguarda tutti i precari, anche quelli che hanno appena cominciato: è un diritto di tutti e una volta riconosciuto varrà anche per i contratti futuri. Ricordate però che deve essere rivendicato da ciascuno individualmente. 

Intanto è importante coinvolgere il maggior numero possibile di colleghi: parliamone a scuola e teniamo alta l'attenzione. Se avete dubbi o notizie... teniamoci in contatto.

Saluti,
nz e ag

domenica 23 gennaio 2011

pronti per il ricorso?

Docenti precari, pioggia di ricorsi

Dopo le sentenze dei giudici in centinaia chiedono il tempo indeterminato
    di Luca Marognoli
    TRENTO. Centinaia di raccomandate stanno intasando le cassette delle lettere del servizio scuola della Provincia. A inviarle gli insegnanti precari degli istituti superiori, che hanno tempo fino ad oggi per annunciare la propria intenzione di impugnare i contratti a tempo determinato chiedendone la conversione in «posti fissi». Un miraggio alimentato dalle sentenze dei giudici di tutta Italia. Secondo Alessandro Genovese e Nicola Zuin, fondatori degli Stati generali della scuola trentina, sono oltre 600 i docenti delle superiori che vanno avanti con contratti a tempo determinato e che potrebbero essere interessati a un eventuale ricorso. Il numero deriva dalla somma dei 383 insegnanti non a ruolo (sui 6.999 totali) e degli almeno 300 che si spartiscono le 204 cattedre "residue", cioè assegnate dai dirigenti. Il modulo per il ricorso è stato inviato a tutti i potenziali aventi diritto iscritti alla mailing-list degli Stati generali (ne erano disponibili di simili anche nelle sedi dei sindacati). A predisporlo è stato l'avvocato Franco Moser, che spiega quali sono i precedenti che hanno mutato la situazione in favore dei precari, sia dal punto di vista economico che dell'inquadramento: «Tra il 2009 e il 2010 numerosi tribunali hanno stabilito che il mancato riconoscimento degli scatti di anzianità agli insegnanti con contratto a tempo determinato fosse incostituzionale e contrario a una direttiva europea. In novembre poi due sentenze dei tribunali di Roma e di Siena hanno riconosciuto l'illegittimità di contratti reiterati all'infinito condannando le amministrazioni all'assunzione a tempo indeterminato dall'inizio dei rapporti di lavoro e al risarcimento del danno». La legge provinciale prevede un massimo di due rinnovi consecutivi (tre anni di docenza in totale), ma sono tantissimi i casi di "precariato cronico" che si prolunga anche oltre i dieci anni. A spingere tutti a muoversi in fretta è stata l'entrata in vigore del "collegato lavoro" (legge 183 del 2010), risalente al 24 novembre scorso. «Questo prevedeva che l'impugnazione del contratto andasse fatta entro 60 giorni dalla scadenza del contratto stesso», quindi entro il 23 gennaio. Non si tratta - precisa il legale - di una vera e propria impugnazione ma di un atto stragiudiziale, cioè di una semplice raccomandata con cui l'interessato esprime la volontà di richiedere la conversione del suo contratto in tempo indeterminato. Da quel momento il docente precario avrà altri 9 mesi di tempo per presentare il ricorso vero e proprio. L'auspicio dei precari è che la spada di Damocle dei ricorsi spinga finalmente la Provincia a mettere mano alla normativa.
    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    23 gennaio 2011


    martedì 18 gennaio 2011

    importante e urgente

    cari precari,
    da alcune settimane stiamo lavorando con l'avvocato Franco Moser: oggi pomeriggio abbiamo avuto un altro lungo incontro sul fronte dell'impugnazione dei contratti a tempo determinato. Ecco il resoconto, con i chiarimenti e le istruzioni su come muoverci:
    Il ricorso del Codacons: per noi insegnanti trentini è del tutto inutile perché rivolto contro il Ministero della pubblica istruzione, mentre il nostro datore di lavoro è la PAT.
    Per noi, una possibilità è quella di affidarsi ai sindacati locali. Tenendo presente, però, che anche  i sindacati  si affidano ai loro avvocati di fiducia (e questi certo non lavorano gratis). 
    Inoltre, non va dimenticato che il ricorso dovrà comunque essere INDIVIDUALE (in Italia la class action - causa collettiva - in sostanza non esiste)
    Un'altra possibilità è unirsi all'iniziativa degli Stati Generali e di Equilibrio Precario:  
    Ci muoveremo in questo modo:
    L'impugnativa (il modello appositamente preparato dall’avv. Moser è in calce) va compilata e spedita al più presto: infatti è abbastanza probabile che il termine del 22 gennaio sarà riferito al recepimento - e non alla spedizione - della raccomandata: consigliamo perciò vivamente di spedire entro mercoledì 19 con raccomandata R1(che arriva in un giorno)
    Vanno spedite due raccomandate (agli indirizzi indicati). 
    Una terza copia va conservata.
    Ricordate che questa è solo l'impugnativa: il ricorso seguirà (c’è tempo 270 gg).
    Per questo, chi pensa di unirsi a noi per il ricorso ci mandi una mail con la conferma dell'avvenuta spedizione e in allegato il modello compilato.
    saluti,
    nz e ag



    Spettabile
    PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
    Piazza Dante, 15
    38122 TRENTO
            Raccomandata a.r. 
    Spettabile
    PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
    - SERVIZIO GESTIONE RISORSE UMANE
    SCUOLA E FORMAZIONE -
    Via Gilli, 3
    38121 TRENTO
             Raccomandata a.r. 
    Trento, lì 
    Oggetto: impugnazione ex art. 32 legge 183/2010
    Con la presente, il/la sottoscritto/a, nato a *** il ***, res. in ***, via ***, abilitato all’insegnamento a seguito************classe di concorso**********
    premesso che ha stipulato con Codesta Amministrazione i seguenti contratti a tempo determinato:
    - dal *** al *** presso ***
    reiterato
    - dal *** al *** presso ***
    dichiara di contestare e impugnare, perché in violazione di legge, invalido e/o comunque nullo, a tutti i fini indicati dalla legge n. 183/2010, il termine apposto al/ai predetto/i contratti, nonché la relativa durata, qualificazione giuridica e già intervenuta risoluzione;
    offre immediatamente la propria prestazione lavorativa, chiedendo l’instaurazione e/o la conversione del rapporto a tempo indeterminato, nonché ricostruzione di carriera e riconoscimento dell’anzianità a tutti gli effetti giuridici ed economici;
    la presente da valere anche quale atto interruttivo della prescrizione ad ogni e qualsivoglia effetto anche in relazione ai diritti economici, retributivi e di risarcimento del danno derivanti dalla presente impugnazione;   
    si riserva azione giudiziaria nei termini di legge.
    Distinti saluti
    ……………

    domenica 2 gennaio 2011

    buon anno!

    buon anno 
    a tutti.

    Sperando che sia migliore.

    PS: sul gruppo di SGST (per chi non è ancora iscritto, potrebbe essere una bona occasione) trovate qualche riflessione più articolata.

    lunedì 20 dicembre 2010

    appuntamento

    ricordiamo l'appuntamento di domani sera:

    l'orario è confermato: le 17.00
    MA IL LUOGO è CAMBIATO: 
    non più al Bruno, ma a Sociologia 
    (primo piano, a dx)


    ricapitolando: 
    ore 17.00 
    a Sociologia

    vi aspettiamo!

    giovedì 16 dicembre 2010

    che fare?

    che fare?
    Come stanno gli Stati Generali? e soprattutto... quale futuro possono immaginare?
    Come leggere la situazione attuale della scuola trentina? e soprattutto... cosa possiamo fare per continuare l'impegno a costruire una scuola migliore?

    Febbraio è alle porte. L'iniziativa innovativa, che ha stabilito le regole per l'anno scolastico in corso, rischia di diventare il nostro futuro.
    che facciamo? stiamo ad aspettare il prevedibile responso?

    ci riuniremo per parlarne
    Martedì 21 dicembre,
    (ore 17.00 al Centro Sociale Bruno)
     siete tutti invitati.

    mercoledì 17 novembre 2010

    La lezione delle maestre

    Ci sono momenti in cui bisogna avere il coraggio di fare un bagno di umiltà e ammettere che abbiamo ancora tanto da imparare. Questo è uno di quei momenti: a farcelo capire in modo luminoso sono state le maestre delle scuole materne, capaci, nei giorni scorsi, di scendere in piazza con compattezza e determinazione per gridare la loro rabbia contro i tagli ai posti di lavoro decisi da un governo provinciale sempre più miope e ottuso.
    L'unità dimostrata dalle maestre ha messo in subbuglio il Palazzo, ha stanato l'assessore Dalmaso dal letargo a cui già si stava preparando, ha costretto i sindacati a far la voce grossa, ha facilmente suscitato il consenso dell'opinione pubblica... di fatto ha aperto lo spazio di una trattativa.
    E noi? cosa facciamo noi insegnanti delle scuole superiori? investiti, nostro malgrado, da quell'"iniziativa innovativa" contro cui, a più riprese, abbiamo provato a opporci: lettere sui giornali, assemblee, riunioni, appelli, raccolte di firme... ma che cosa abbiamo ottenuto in un anno di mobilitazione? Quale idea della nostra categoria abbiamo legittimato agli occhi delle famiglie e degli studenti?
    L'"iniziativa innovativa" marcia a pieno ritmo: questa è la sola, incontestabile, amara verità. Un esito che, forse, non era così scontato, se avessimo dimostrato anche soltanto un decimo della compattezza e dell'unità mostrate dalle maestre. Quel che abbiamo mostrato, invece, è la nostra incapacità di essere uniti nella rivendicazione dei più elementari diritti, la nostra cronica tendenza a dividerci al grido di "si salvi chi può", la nostra pigrizia, la nostra disinformazione, la nostra tendenza all'autoreferenzialità... la nostra disponibilità a farci calpestare, ignorare, escludere, in cambio di comodi e vergognosi compromessi individuali...
    Un esempio lampante della nostra debolezza è l'iniziativa di "boicottaggio" delle gite: un'ottima idea, sulla carta, che però non siamo riusciti a spiegare nel suo autentico significato e a divulgare in modo capillare nemmeno tra i colleghi e che, a conti fatti, ha finito per ritorcersi contro di noi. "Già lavorano poco, adesso neanche più in gita, pagati e rimborsati, hanno voglia di andare!": questa, alla fine, è l'idea che buona parte della gente si è fatta di noi e della forma di protesta che abbiamo ideato. E la colpa, spiace doverlo ammettere, è soltanto nostra: ancora una volta, ci siamo rivelati incapaci di marciare tutti insieme nella stessa direzione, di lottare per la stessa causa, cadendo nella trappola di quell'antico, ma sempre attuale, "Divide et impera".
    Ancora una volta, ci siamo scoperti inconcludenti, poco concreti, sempre pronti a delegare.  Invisibili.

    Tuttavia, forse non tutto è (ancora) perduto. Da qui a febbraio si gioca il futuro della nostra scuola, del nostro lavoro, della nostra dignità. Il tempo c'è. E non siamo soli: gli studenti, l'università, il mondo della ricerca, i movimenti... tutte realtà che oggi, 17 novembre 2010, hanno deciso di marciare insieme per provare a cambiare se non il mondo, almeno il modo di starci. Per provare a dire NO alla mercificazione della cultura e alla precarizzazione di chi dovrebbe essere messo nelle migliori condizioni per poterla diffondere.
    Da che parte vogliamo stare? Vogliamo essere della partita? Allora, per una volta, non sprechiamo quest'ultima occasione: uniamo le nostre forze, facciamo sentire che esistiamo... impariamo dalle maestre!

    martedì 16 novembre 2010

    cara assessora

    (pubblichiamo qui la lettera aperta all'Assessore che abbiamo spedito all'Adige venerdì scorso, ma che l'Adige non ha ritenuto di pubblicare)

    Gentile Assessore Dalmaso,


    gli Stati Generali della Scuola Trentina hanno aderito all'iniziativa promossa dai colleghi del Galilei e rapidamente diffusasi in molte scuole della nostra provincia, perché è perfettamente in linea con i principi e le proposte, che da mesi ispirano i nostri tentativi di contribuire alla costruzione una scuola migliore.

    Ridotta in estrema sintesi, essa consiste nel tentativo di rendere evidenti le tante contraddizioni create dalla Sua “iniziativa innovativa”, facendo leva su uno degli aspetti più sensibili di tutto l'impianto. Siamo lontanissimi dalla mera rivendicazione salariale.

    Nello specifico, come Lei sa bene, i viaggi di istruzione con pernottamento non costituiscono alcun diritto per gli studenti e tanto meno alcun obbligo per i docenti: sono solo una delle possibili attività che un consiglio di classe può valutare utili alla crescita degli studenti. Questo va detto a chiare lettere, per sgombrare il campo da ogni illazione sull'irresponsabilità dei docenti e sulla loro inadempienza. Da sempre si approfitta, invece, della disponibilità e dell'incoscienza dei docenti, per dare seguito a una tradizione ormai consolidata, ma sempre più spesso messa in discussione proprio sul piano della sua valenza didattica, oltre che dell'opportunità economica e sociale. Se è vero, come Lei ha affermato su queste pagine, che i fondi per i viaggi di istruzione non sono diminuiti, le chiediamo quanta parte, di questi fondi, serve a remunerare il lavoro degli accompagnatori e a coprire i rischi connessi alla grande responsabilità che essi si assumono. I soldi non sono cambiati, ma è cambiato tutto il resto: non si possono usare due pesi e due misure. Chi ne fa una questione di soldi non sono i docenti, che chiedono semplicemente e doverosamente il riconoscimento di tutto il lavoro prestato: è invece l'Amministrazione, con la complicità dei sindacati, a voler conteggiare a proprio vantaggio il singolo minuto delle prestazioni dei docenti, salvo poi arrotondare forfettariamente a quattro su ventiquattro, le ore impiegate per accompagnare gli studenti in gita.

    Come Lei ha prontamente intuito, l'iniziativa delle gite ha lo scopo di rimettere in discussione, fin dalle premesse, una “iniziativa innovativa” che la Giunta Provinciale ha voluto imporre alla scuola trentina senza farla discutere in Consiglio Provinciale, senza voler ascoltare le critiche costruttive che la scuola ha avanzato, senza valutare le conseguenze concrete che le scelte politiche avrebbero prodotto sul funzionamento delle nostre scuole.

    Non c'è nessuna strumentalizzazione degli studenti, da parte nostra. Chi strumentalizza i ragazzi è chi da un lato continua a ripetere di voler “mettere lo studente al centro”, ma dall'altro livella verso il basso la qualità della didattica in cambio di una minor selettività (leggi "meritocrazia") dei percorsi formativi, sposta importanti quote dei finanziamenti dalla scuola pubblica verso l'istruzione privata, riduce il tempo scuola e aumenta il numero di studenti per classe, affrontando così il problema dei precari, semplicemente tagliando il numero delle cattedre. Chi strumentalizza i ragazzi è chi accusa i docenti di essere interessati solo ai soldi, cercando demagogicamente il facile consenso della vulgata che giudica gli insegnanti privilegiati, strapagati, fannulloni, con tre mesi di ferie e le gite gratis.

    E' bastata una lettera degli studenti Perché Lei mostrasse subito la Sua disponibilità ad incontrarli, mentre è da un anno che rifiuta sistematicamente di incontrare noi docenti: vogliamo fissare un appuntamento?

    Cordialmente,

    Gli Stati Generali della Scuola Trentina