venerdì 29 ottobre 2010

... perchè io valgo!

Sai quanto vale il tuo lavoro?

Stipendio: voci fisse continuative (dipendono dall’anzianità del docente dai gradoni, se è di ruolo o supplente)
Assegno colonna B ex 40 ore, ora obbligatorie, retribuite 194,14€ al mese (non ne viene tenuto conto ai fini della tredicesima).
194,14€ x 12 = 2329,68€ in un anno, pari a 58,25 € l’ora
Viaggio di istruzione con pernottamento: pagato 61,97 € al giorno pari a 2.59 € l’ora più rimborso spese vive (pranzo, cena, ingressi a musei…)
Viaggio di istruzione senza pernottamento: pagato 41,32 € al giorno più rimborso spese vive (pranzo, cena, ingressi a musei…)
Sul Fondo di Istituto sono previste per:
  • Attività funzionali: 17,50€ l’ora (aggiornamento… voci concordate in Collegio docenti, ma attività non con gli studenti)
  • Attività di insegnamento: 35,00€ l’ora (recuperi, attività con gli studenti..)
  • Recupero carenze: 50€ l’ora

Per quest’ultima voce NON SONO STATI DATI FONDI !!!
I presidi possono chiedere un fondo aggiuntivo solo se dimostrano che tutti i docenti hanno esaurito le loro 70 ore.

Fondo qualità pari al 15% del Fondo di Istituto destinato, a discrezione del Dirigente, per progetti che riguardano lingue straniere, disagio, informatica.

nb: Tutti gli importi sono L O R D I !!!!

venerdì 22 ottobre 2010

incontriamoci

I colleghi del Galilei hanno organizzato un incontro 
per fare il punto della situazione
e per valutare le possibili prossime mosse.

Sono invitati tutti i docenti interessati.

ci vediamo mercoledì 27 ottobre, 
alle ore 14.30 
nella sala grigia del liceo Galilei, 
Via Bolognini, Trento

sabato 16 ottobre 2010

la dignità è un bene comune

Il modo in cui l'iniziativa innovativa è stata imposta a tutte le scuole, prima ancora che i suoi contenuti, ha costituito un esplicito assalto alla  dignità professionale dei docenti, i quali - in larghissima maggioranza - si erano espressi negativamente, votando per le ore da 60 o rifiutandosi di votare una falsa alternativa. 
L'accordo con la PAT siglato dai sindacati (CGIL e CISL) - relativo alle modalità di recupero delle 70 ore che derivano dalle unità orarie da 50 minuti - è un ulteriore segnale della esplicita volontà di approfittare della nostra disponibilità.
L'assordante silenzio delle OO.SS. di fronte alla proposta degli Stati Generali di verificare  con un referendum la corrispondenza tra la loro scelta e la volontà dei lavoratori dimostra, senza ulteriori margini di dubbio, che la spaccatura tra la scuola reale e la scuola rappresentata dalle istituzioni è definitiva e insanabile.
Si tratta ora perciò di trovare tutti i modi possibili per rivendicare la nostra dignità, per denunciare il vergognoso smantellamento della scuola pubblica, per sottrarsi concretamente all'umiliazione che ci vorrebbero imporre.

Una possibilità l'hanno individuata i colleghi del Galilei, che si sono impegnati a non organizzare - per quest'anno - viaggi d'istruzione con pernottamento o iniziative che superino i tetti orari che ci vengono riconosciuti.
Infatti, a fronte di un pignolo conteggio dei minuti di recupero svolto in attività didattiche o simili, l'accordo OO.SS.-PAT prevede di riconoscere forfettariamente solo fino a un massimo di 4 ore al giorno per i viaggi di istruzione (art. 2 comma 2). Una proposta effettivamente inaccettabile.

L'iniziativa ha subito raccolto l'adesione di molti docenti del Galilei e si è rapidamente estesa ad altre scuole: Da Vinci, Curie, Russell, Pilati, Guetti... e ci auguriamo possa coinvolgere tutte le scuole della provincia.
Diffondete l'iniziativa nelle vostre scuole, sensibilizzate i colleghi, parlatene nei consigli di classe, al momento della programmazione e chiedete di inserire la lettura di un documento all'ordine del giorno del prossimo collegio docenti. Raccogliete quante più adesioni possibili. Teneteci informati.


Qui potete trovare il documento redatto al Galilei, da utilizzare o modificare secondo le esigenze.
(https://docs.google.com/document/edit?id=1V8FqR5g9i0ZnjSYCMSNW9G-9ky9uXaxKwWkieTY15Os&hl=it&authkey=CLPZ8YcD)

Qui abbiamo preparato una versione più sintetica, da far leggere ai colleghi più pigri.
(https://docs.google.com/document/edit?id=1l0-YJ3YMSnSBDPmoEJ_nBgRnE5_vLWo4Ms12KO0bBJU&hl=it&authkey=CMLj998P)

Alcuni colleghi hanno sollevato il problema "morale" nei confronti degli studenti: parlatene anche a loro, spiegate loro come stanno le cose... capiranno, perché, a differenza di chi ci vorrebbe rappresentare... gli studenti ci rispettano.

Teneteci informati.
SGST

martedì 28 settembre 2010

la parola ai lavoratori!

Il piano di riordino della scuola secondaria trentina, la cosiddetta Riforma Dalmaso, concretizzatosi nell'"iniziativa innovativa" sancita dalla Delibera di Giunta n. 533 del 16 marzo 2010, stabilisce in 50 minuti le unità orarie per il personale docente delle scuole ed istituti di istruzione elementare e secondaria della P.A.T. 

Tale definizione oraria determina l’obbligo, per gli insegnanti, di recuperare un certo numero di ore annue, senza prevedere alcuna integrazione salariale. Ad oggi esiste solo un'ipotesi di accordo sulle modalità e sui criteri che dovrebbero regolare questo recupero. 

In vista della sottoscrizione di un accordo definitivo tra PAT e Organizzazioni Sindacali sulle modalità di utilizzo delle ore di recupero, gli Stati Generali della Scuola Trentina ritengono improrogabile una consultazione dei lavoratori della scuola: per questo, invitano le OO.SS. che li rappresentano a promuovere un referendum, nel quale i docenti possano finalmente esprimere il loro parere e far sentire la loro voce non soltanto in merito all'ipotesi di accordo, ma sull’iniziativa innovativa nel suo complesso.

Ulteriori dettagli verranno forniti nel corso della conferenza stampa che gli Stati Generali convocano per domani, mercoledì 29 settembre, alle ore 15.00, presso la Sala Commissioni n.2 del Palazzo del Consiglio Regionale, in Piazza Dante a Trento.


Gli Stati Generali della Scuola Trentina

venerdì 17 settembre 2010

il troppo stroppia

In questi giorni, nelle nostre scuole si stanno discutendo le forme e i modi per distribuire le ore da recuperare derivanti dai dieci minuti di differenza tra le ore contrattuali (18 da 60 minuti) e le unità orarie "imposte" dall'iniziativa innovativa targata Dalmaso (18 unità da 50 minuti).

A scanso di equivoci, visto che in molti casi vengono proposte dai dirigenti "interpretazioni" che finiscono con l'aumentare il monte ore totale da recuperare, ricordiamo che, stando all'ipotesi di accordo siglata da CGIL Gilda e CISL:

1. Le ore da recuperare sono 70.
3. Di queste 70, 4 ore si aggiungono alle 20 di aggiornamento (ex art..26)
4. altre 6 ore sono riservate per la programmazione
5. le rimanenti 60 ore vanno svolte in attività con gli studenti
6. queste ultime 60 "ore" sono in realtà da intendersi come "unità orarie da 50 minuti"

Soprattutto non dimentichiamo che quello siglato dai sindacati (ma non tutti) è solo un'ipotesi di accordo, non un accordo e tanto meno un contratto!!!!

domenica 12 settembre 2010

io, prof precario nella scuola triste

il trentino, 10 settembre 2010

Caro direttore, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico vorrei raccontarle una storia. Vera. C’è un professore trentino, precario, che ha poco più di trent’anni. Possiede due lauree e una specializzazione. E’ inoltre abilitato alla professione e in nove anni si è trovato a insegnare a molte persone: dai figli disperati della Trento bene dei centri di recupero anni scolastici, fino ai liceali di alta montagna. Pur di rispettare la continuità didattica e non penalizzare la “sua” classe, qualche anno fa ha rinunciato ad una cattedra che gli avrebbe consentito di fare un balzo in avanti in graduatoria. Perché crede che il rispetto verso gli studenti valga più dell’interesse economico personale. In questi anni non ha mai ricevuto un richiamo, a fronte di molti complimenti. Ma adesso ha minime possibilità di lavorare.
Quel professore, se incontrasse il governatore Dellai e l’assessore Dalmaso, chiederebbe loro quale presunzione li abbia portati a spacciare per “riforma scolastica” qualche misera norma che alla fine ha soltanto tagliato ore e cattedre e che non ha minimamente scalfito l’impianto vecchio e vetusto della scuola. Chiederebbe loro, inoltre, se si sentono orgogliosi di essere complici di una scuola che assomiglia sempre più ad centro di rieducazione, dove ci si stringe quasi in trenta in una classe e dove è difficile lavorare sulla qualità, perché per farlo bisognerebbe spendere e non tagliare sul personale.
Quel professore, se incontrasse i rappresentanti sindacali, chiederebbe loro perché abbiano abbandonato i precari al loro destino e perché non si siano mai impegnati per costruire un sistema che privilegi il merito, invece della piatta anzianità.
Quel professore, se incontrasse i propri colleghi di ruolo, chiederebbe loro cosa li porti, come avidi sciacalli, ad accettare carichi di orari superiori alla norma, penalizzando di fatto i precari, per poi piangere lacrime di coccodrillo e stringere mani di circostanza.
Quel professore, se incontrasse alcuni colleghi precari, chiederebbe loro per quale ragione si prestino a pagare corsi farsa di (presunto) aggiornamento, solo per avere qualche punto in più in graduatoria e condannare all’inferno chi, eticamente, non accetta di comprarsi i titoli.
Quel professore, se incontrasse i genitori degli studenti, chiederebbe loro per quale motivo non facciano obiezione di coscienza, rifiutandosi di iscrivere i propri figli ad una scuola che tira a campare, che non investe nella qualità (umana), ma è lasciata tristemente al suo destino.
Quel professore, se incontrasse il cosiddetto uomo della strada, gli chiederebbe conto del suo qualunquismo per cui gli insegnanti sono tutti dei “fancazzisti” e lo inviterebbe a riflettere che i danni di un sistema scolastico precario alla fine li paga lui, tramite i suoi figli.
Quel professore, se incontrasse alcuni giovani appena diplomatisi e desiderosi di iscriversi all’università, chiederebbe loro se valga la pena studiare in un Paese che non merita gente acculturata, ma solo utili idioti.
Quel professore, se incontrasse i suoi vecchi studenti, non porrebbe loro alcuna domanda. Anzi, li inviterebbe a farne, e tante. Finché qualcuno non risponderà.
Quel professore, come tanti altri, rischia di non poter più svolgere il lavoro per cui si è preparato e nel quale riesce bene, perché, da noi, i meriti non contano e i soldi si investono soltanto nei mattoni degli amici o dei grandi elettori.
Quel professore (che sono io) ha ancora una domanda da rivolgere a tutti: è giusto?

Mattia Maistri

martedì 7 settembre 2010

la scuola delle meraviglie

Conferenza stampa di inizio anno, stamattina in Piazza Dante: l'Assessore Dalmaso snocciola una raffica di dati che illustrano una scuola organizzata, ricca, rinnovata e scintillante. Certo, ammette Dalmaso, i cambiamenti comportano sempre qualche momento di criticità, ma bisogna crederci e guardare avanti con fiducia ed entusiasmo. Questo il succo. Condito da generosi riferimenti alle eccellenze, all'inclusione, alla valorizzazione del merito di studenti e docenti, alle risorse tecnologiche, al primato trentino, alla maggiore chiarezza del sistema riordinato, all'attenzione per i nostri ragazzi, alle competenze di cittadinanza, al patto formativo con le famiglie. E poi qualità come se piovesse, competenze, formazione, ricerca, eccetera eccetera, eccetera.
3,5% di aumento medio del bilancio provinciale per la scuola negli ultimi 5 anni
724 milioni di euro (il 17% dell'intero bilancio provinciale) destinati alla scuola
60% delle aule attrezzate con lavagne multimediali
70.000 studenti
12 classi in più rispetto allo scorso anno
9 nuovi dirigenti (che Dellai vuole ri-chiamare presidi per legge!)
96,32% dell'organico di diritto costituito da personale di ruolo
250 posti di lavoro salvati rispetto al modello Gelmini
90% delle graduatorie esaurite
....
Ma quando gli Stati Generali hanno ricordato che i conti non tornano e che, per esempio, 5811 docenti di ruolo su 7591 totali non fanno il 96%, bensì 73%... il Presidente ha bloccato subito l'Assessore e ha fatto rispondere il solerte dott. Renna, che ha spiegato che questi sono parametri nazionali e che si devono calcolare le cattedre, non gli spezzoni. Allora abbiamo insistito: "sono posti di lavoro, cioè lavoratori: persone!" Ma il Presidente si era ormai scocciato: "Ci sono altre domande?"
Certo! Una riforma contestata dalla stragrande maggioranza del mondo della scuola, da un'ampia fetta della società civile, rifiutata da una parte significativa delle parti sociali, una riforma fatta a colpi di delibere notturne e conchiusi di Giunta, che non ha mai coinvolto il Consiglio Provinciale, una riforma su cui pendono una serie di ricorsi al TAR, al Consiglio di Stato, al Presidente della Repubblica e alla Corte di Giustizia Europea... una riforma così non è segno di una evidente debolezza politica? Anzi, di una clamorosa sconfitta politica. Dellai ha definito tutto questo "proteste pretestuose e montate ad arte". Secondo lui la Giunta ha utilizzato gli strumenti appropriati e ha fatto un ottimo lavoro e di nuovo qualità, merito, eccellenze, didattica, competenze e attenzione per i nostri ragazzi e qualità e risorse e qualità e formazione eccetera, eccetera, eccetera...

nz e ag

per chi vuole godersi il video degli interventi di Dellai e Dalmaso:
  clicca qui