giovedì 4 febbraio 2010

come dice la dalmaso: gli studenti al centro!

4 / 2 / 2010
Comunicato stampa:
Riforma della scuola firmata PD-PdL.
PdL a Roma, per il nazionale.
PD da noi, in Trentino
Stessa negazione del confronto con le componenti della scuola, stessa distruzione, stessi tagli.
Si chiama Partito Democratico, ma dove sta la democrazia, se è stato più volte ribadito che la riforma sarà spiegata agli studenti, ma non saranno coinvolti nelle decisioni?
Dove sta la democrazia, se anche le voci dissidenti all’interno del partito sono state zittite dal Principe Dellai?
Dove sta la democrazia, se in modo autoritario questa riforma viene calata dall’alto?
 Le dinamiche che spingono i nostri politici a riformare la scuola, come a devastare l’ambiente, a costruire inceneritori, sono le stesse. Destra, sinistra o centro che sia.
Sono tutti uguali, perché la logica che vorrebbe imporre la riforma scolastica è la stessa; perché i tagli fatti, che mettono a repentaglio non solo il futuro di studenti ma anche di professori precari, sono i medesimi.
È veramente contraddittorio sapere che un partito di centro sinistra che governa la provincia “Autonoma” pratichi politiche o emani delibere simili e in alcuni aspetti peggiori di quelle proposte dal governo italiano di centro destra.
Questi individui ormai non ci rappresentano più. Si sono resi ridicoli davanti a tutti, dimostrando che la differenza tra PD e PDL è molto più piccola di quella L che ne distingue gli acronimi.
Abbiamo deciso infatti di “ristrutturare” gli uffici trentini del PD.
Abbiamo deciso infatti di sostituire con la faccia del premier Berlusconi il volto arrogante del nostro presidente della provincia.
Abbiamo deciso infatti di sostituire con il volto della ministra all’istruzione Gelmini il viso della devastatrice locale della scuola.
Questi cambiamenti abbiamo deciso di incollarli sui muri dell’ufficio, perché siano permanenti, perché nessuno si dimentichi con quanta arroganza sia PD che PDL si muovano devastando l’istruzione pubblica.
La scuola è un bene comune da tutelare, su di essa non devono incombere enormi tagli economici e non deve essere svenduta agli organi privati.
Ormai abbiamo perso ogni fiducia negli organi istituzionali che dovrebbero difendere la scuola, gli insegnanti precari e noi studenti.
Questa riforma va bloccata adesso, vanno ascoltate quelle componenti che la scuola la vivono in prima persona, non gli uffici dei tecnici o dei politici.
 PD-PDL la solita arroganza: “bloccate la delibera senza se, senza ma!”
NO ALLA RIFORMA GELMASO !
“dici che sono giovane ho molto da imparare
Ma siamo sotto attacco tutti io mi do da fare […]
Questa è la scuola pubblica la scuola di tutti
La scuola che vogliono distruggere questi farabutti”
Assalti Frontali, Rap di Enea
Coordinamento dei Collettivi Studenteschi

martedì 2 febbraio 2010

aggiornamento rassegna stampa


1 febbraio 2010


Io, studente, dico sì alla riforma Dalmaso
1 febbraio 2010

Scuola,iscrizioni rinviate al 26 marzo
30 gennaio 2010

La riforma Gelmini slitta al 12 febbraio
28 gennaio 2010

Scuola, la maggioranza salva l’assessore
28 gennaio 2010

Intervento in Consiglio provinciale di Giorgio Lunelli
27 gennaio 2010

La riforma della scuola non si ferma - notizie dal Consiglio
27 gennaio 2010

Dalmaso, sfiducia in consiglio
27 gennaio 2010

Voto contro la sfiducia, ma è una brutta riforma
27 gennaio 2010

Riforma Dalmaso, sì della maggioranza
26 gennaio 2010

Scuola, maggioranza compatta
26 gennaio 2010

Scuola, vertice di maggioranza
25 gennaio 2010

Ma all'interno del partito la discussione è aperta
Il Pd si allinea “Subito la riforma”

24 gennaio 2010

Il Pd blinda la fiducia alla Dalmaso
24 gennaio 2010

Nicoletti: ”Qui non sarà così”
24 gennaio 2010

Il capo del PD stronca la Gelmini
24 gennaio 2010

Bersani a Folgaria, sindacati pronti alla protesta 
23 gennaio 2010

«Meglio la scuola fino a 16 anni»
«No all’obbligo scolastico ridotto a 15 anni»

23 gennaio 2010

Dalmaso apre su flessibilità e orari
22 gennaio 2010

"La riforma Dalmaso non va"
22 gennaio 2010

Professionali, sì al quinto anno
21 gennaio 2010

Scuola, vertice di maggioranza - A Roma il testo cambia ancora
20 gennaio 2010

Orario, autonomia fino al 40%
20 gennaio 2010

Riforma, Dellai rimette in riga l’Upt
20 gennaio 2010 

non siamo soli!


Scuola. Riforma superiori, 100 mila adesioni protesta Gilda

29 gennaio 2010


Roma, 29 gen. - "Grande successo" per l'iniziativa di protesta nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per chiedere al governo il rinvio della riforma della scuola superiore, ribadire un netto no alla politica dei tagli, rivendicare l'assunzione dei precari e il rinnovo del contratto. 
Circa 100 mila docenti, infatti, spiega il coordinatore Rino Di Meglio in una nota, hanno aderito alle centinaia di assemblee convocate oggi in moltissimi istituti di tutta Italia e che hanno paralizzato le attivita' didattiche per tutta la mattinata. "Le preoccupazioni degli insegnanti- spiega Di Meglio, che questa mattina ha partecipato alle assemblee promosse dalla Gilda di Milano al liceo Carducci- non riguardano solo il loro destino, ma anche quello dell'intero sistema dell'istruzione che rischia di sprofondare nel caos totale. L'incertezza sulle modalita' con cui sara' riorganizzato il secondo ciclo- continua- non e' tollerabile e i docenti italiani, che ogni giorno svolgono il loro lavoro con dedizione e grande senso di responsabilita', si chiedono allarmati con quali orari, quali programmi e quali insegnanti il governo intende applicare questa riforma. 
E la folla di docenti, di ruolo e precari, di tutti gli ordini e gradi, che oggi ha gremito l'aula magna del liceo Carducci di Milano e tutte le altre scuole dove si sono svolte le assemblee, non puo' non rappresentare un segnale forte per il governo. Posticipare di un anno l'avvio della riforma- conclude Di Meglio- significa dimostrare di avere davvero a cuore il futuro della scuola italiana".

lunedì 1 febbraio 2010

Bugie in classe

La stampa ha annunciato che la riforma delle superiori era passata. Non è vero. E in quei regolamenti è assente un progetto culturale per la scuola

di Marina Boscaino

A metà di questa settimana stampa e tv si sono incaricate di annunciare al Paese che la riforma delle scuole superiori era passata. Non è vero. Aveva ragione il ragazzo che qualche giorno fa, in una lettera su questo giornale, denunciava il disinteresse dei media: la dismissione della scuola della Costituzione è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno sembra interessarsene, persino accorgersene. Per quel ragazzo e per gli scettici, refrattari agli annunci del Tg di Minzolini: a metà della settimana la Commissione Cultura del Senato ha approvato (con una serie di raccomandazioni) i regolamenti della “riforma Gelmini” per un voto, quello di un senatore Udc. Analogo parere era stato espresso alla Camera. Secondo procedura, sui regolamenti di licei, istruzione tecnica e professionale, si erano anche espressi il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e la Conferenza Unificata Stato-Regioni: entrambi i pareri sono stati negativi. Si è poi pronunciato il Consiglio di Stato, prima negativamente, in dicembre; poi positivamente, in gennaio, con riserve però giuridicamente così sostanziali (ad esempio sull’intenzione di intervenire in alcuni ambiti con decreti “aventi natura non regolamentare”; o sull’eccesso di delega) da sollevare, in un esecutivo competente e responsabile, dubbi sulla possibilità di iniziare dal prossimo anno scolastico. Tanto più che il mondo della scuola non è stato minimamente consultato. Invece il Governo va avanti: “Quei pareri sono obbligatori e non vincolanti; è già tanto sembrano volerci dire che celebriamo l’iter prescritto. Non pretenderete che addirittura teniamo conto di quanto ci viene segnalato!”.
E così, alla fine, prima o dopo, regolamenti claudicanti, rozzi, iniqui, che ritornano a una scuola di almeno 40 anni fa, che sono nati dall’art. 64 della l.133/08 (“Contenimento della spesa per il pubblico impiego. Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”) passeranno in seconda lettura in Consiglio dei Ministri e poi alla Corte dei Conti, per essere infine pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Il tutto, probabilmente, ad iscrizioni scadute. Solo allora – cari media che avete gridato alla “riforma” – saranno legge: questo prevedono le legittime procedure giuridiche della Repubblica Italiana. Solo allora passerà una riforma motivata – insisto – da quella legge, confluita nella Finanziaria 2009: taglio, nel triennio 2009-12, di 7.6 miliardi di euro sulle spese della scuola pubblica, con tanto di eliminazione di 135.000 posti di lavoro. Quella stessa che ha fatto optare (contro ogni evidenza formativa) per il maestro prevalente e messo in discussione il tempo pieno alla primaria.
Rispettare le previsioni di taglio per il prossimo anno scolastico: da qui la fretta disperata per far approvare i regolamenti, che tagliano cattedre, tempo scuola, diritti – e quindi crescita ed emancipazione per il Paese – riducendo la superiore alla caotica rappresentazione della pochezza politica e della spregiudicatezza di coloro che ci governano. Sarebbe un errore affermare che la scuola rappresentata in quei regolamenti non corrisponda ad un progetto culturale: l’assenza è il progetto medesimo. Estinzione di tutte le sperimentazioni, che hanno rappresentato in molti casi esperienze felici di crescita di professionalità e di apprendimenti; eliminazione di saperi fondamentali (Geografia, di cui si parla in questi giorni, non è che uno degli esempi); esproprio dell’autonomia scolastica; demolizione dell’idea di biennio unitario, con competenze garantite e comuni a tutti, per realizzare davvero l’obbligo scolastico; un’ istruzione per i nati bene (licei) e un’altra per i figli di un dio minore; frammentazione dell’unitarietà del sistema scolastico nazionale, con la regionalizzazione: sono alcuni degli ingredienti per sottrarre scientemente alla scuola la sua straordinaria forza di inclusione democratica e di crescita della cittadinanza e il suo mandato costituzionale. Questo il piatto che ci stanno preparando. Ma, per favore, non dite che è già pronto.

il Fatto Quotidiano - domenica 31 gennaio 2010 - pag. 18

mercoledì 27 gennaio 2010

bravi ragazzi.

…Benvenuti a teatro!

Benvenuti Siore e Siori…
…Benvenuti a teatro!


Questa sera, la premiata compagnia del Consiglio Provinciale, rappresenterà per voi l’ennesimo atto di questa tragicommedia dell’orrore 
che continuano a chiamare


“riforma della scuola”


Non c’è teatro dell’assurdo che sia riuscito ad immaginare una così assurda confusione: se a Roma la destra è autrice di una riforma che il centrosinistra contesta, qui a Trento gli attori si scambiano i ruoli ed è la destra a respingere la riforma proposta dal centrosinistra.


Niente di strano, per carità… se non si trattasse tuttavia della stessa identica riforma, studiata e confezionata dal medesimo gruppo di sedicenti esperti, ispirata alla medesima filosofia della mediocrità e realizzata con il medesimo metodo autoritario.


Questa riforma, nella sua variante finanziariamente più drastica (Roma) e in quella didatticamente più pericolosa (Trento), è esattamente la stessa riforma, che segue due canali e due velocità ma che è destinata a intrecciarsi, magari nel giro di qualche anno.
I segnali che si tratti di una riforma politicamente condivisa dai due schieramenti sono evidenti.
Il sospetto che tanto gli uni, quanto gli altri stiano giocando i loro giochi col nostro lavoro, il nostro stipendio, la nostra dignità e il nostro futuro è ben più di un sospetto.


Ma se la trama è deludente il finale è scontato: la discussione di stasera non produrrà nessuna riflessione sulla scuola, nessun passo avanti verso la democrazia e nemmeno sposterà un solo voto. Soltanto chiacchiere!


Noi siamo stanchi di questo spettacolo!
siamo qui per smascherare le mascherine,
per far vedere ancora una volta che 
la scuola vera è lasciata fuori dal palazzo,
esclusa dalla discussione
e ridotta al rango di pedina da sacrificare sulla loro scacchiera.


Ma se loro ci vogliono zitti,
noi abbiamo ancora abbastanza voce per ricordare che


la scuola siamo noi!


Gli Stati Generali della Scuola Trentina

martedì 26 gennaio 2010

Contro la Dalmaso, ma non certo con la Lega!

Domani alle 20 il Consiglio Provinciale, riunito in seduta straordinaria, discuterà la mozione di sfiducia all'assessore Dalmaso presentata dal gruppo della Lega Nord e, contestualmente, la richiesta di sospensione della delibera 2220 (Lega Nord e PDL). La maggioranza, PD compreso, si presenterà compatto alla votazione, "a difesa" della Dalmaso e della sua riforma.
Nell'invitare tutti gli aderenti agli Stati Generali della Scuola Trentina a partecipare al presidio che si terrà fuori dall'aula del Consiglio, e volendo evitare qualunque strumentalizzazione di tipo politico, specifichiamo però quanto segue:
  • la nostra presenza ha un'unica ragione: poter dire la nostra, ancora una volta (e in presenza degli organi di stampa) contro l'approvazione di una riforma che continuiamo a ritenere sbagliata nel metodo e nel merito;
  • questo non significa però, in alcun modo, che gli SGST appoggino la posizione di un partito - la Lega Nord, e il PDL nel suo insieme - che mentre a Trento, per bieco calcolo politico, protesta contro la riforma targata centrosinistra, a Roma sostiene convintamente la riforma Gelmini/Tremonti!
Ci vediamo domani alle 20 davanti al palazzo della Provincia

AG e NZ

sabato 23 gennaio 2010

Responsabilità: ognuno si prenda le sue!

Folgaria, Trento, 23 gennaio 2010

Onorevole Bersani,




in veste di portavoce degli Stati Generali della Scuola Trentina, ci permettiamo di consegnarLe una breve rassegna stampa, che abbiamo preparato per darLe modo, se ancora non lo avesse fatto, di aggiornarsi su quanto il Suo partito sta facendo nella nostra provincia.



Sicuramente saprà che l'Assessore Provinciale all’Istruzione Marta Dalmaso si appresta a varare, in tutta fretta, sotto la pressione del Presidente Lorenzo Dellai, una riforma scolastica che ricalca, anticipa e per certi versi peggiora la legge che a Roma sta preparando la coppia Gelmini-Tremonti e che - a Roma - sta incontrando la giusta opposizione del Suo Partito.




A Roma il PD si oppone a ciò che qui il PD propone!




Questa riforma cancellerà, assieme all'intero settore dell'istruzione professionale di Stato, decine di indirizzi di studio, modificherà i quadri orari e il calendario scolastico, riducendo la libertà di scelta della famiglie, provocando di fatto il licenziamento di centinaia di precari, abbassando drasticamente il livello dell'offerta formativa e regalando per converso su un piatto d'argento enormi vantaggi economici e politici al settore dell'educazione privata.



Questa riforma è stata preparata nel chiuso delle stanze del Ministero e della Provincia da uno stesso gruppo di consulenti che con la scuola non hanno nulla a che fare, se non per la loro pervicace volontà di svuotarne i fondamenti costituzionali di laicità e democrazia.



Questa riforma sta ora per essere imposta a docenti, studenti e famiglie, che la vivono come una minaccia e che inutilmente stanno facendo di tutto per farsi ascoltare, chiedendo che venga sospesa e ripensata con il contributo fattivo di tutti i soggetti reali che la scuola la vivono ogni giorno.



Persino i sindacati, che pur nelle prime fasi dell'iter si erano mostrati favorevoli, ora chiedono di sospendere la riforma, avendo capito il grave pericolo che rappresenta per la scuola, per l'autonomia e per la democrazia.


Questa riforma è una sciagura per la scuola e quindi per la società intera:
il PD trentino, il Suo partito, si sta assumendo una responsabilità gravissima!



La invitiamo perciò a prendere esplicita posizione in proposito: 



i tempi sono stretti, quindi, se entro qualche giorno non si pronuncerà pubblicamente e chiaramente, rivolgendo al segretario provinciale del Partito Democratico Michele Nicoletti, al capogruppo consiliare Luca Zeni e all'Assessore Marta Dalmaso l'invito a rivedere la loro determinazione alla luce delle richieste e delle proposte che salgono dalla società e dalla scuola, saremo costretti a trarne le dovute conseguenze e a considerare le belle parole del Suo partito come menzogne.



Come sa bene, una parte importante del mondo della scuola ha riposto e ripone nel Partito Democratico le sue speranze e la sua fiducia: non le tradisca, perché sarebbe l'ultima volta.




Gli Stati Generali della Scuola Trentina
http://scuolatrentina.blogspot.com





pdf



L'Adige – 24 gennaio 2010 


Consegnato a Bersani il documento degli Stati generali della scuola con la richiesta di stoppare la delibera: «Non tradisca la fiducia nel Pd»

Ma all'interno del partito la discussione è aperta



Mercoledì il gruppo consiliare del Pd voterà in modo compatto per respingere la mozione di sfiducia all'assessore Dalmaso presentata dal centrodestra e anche per dire no al rinvio della riforma. Anche i consiglieri dissidenti, Sara Ferrari, Margherita Cogo e Bruno Dorigatti, dovrebbero allinearsi alle decisioni del partito. «Anche perché - spiega Ferrari - le mozioni dell'opposizione sono strumentali e non le voteremmo in ogni caso». Tutti rimangono però fermi su posizioni di critica per la fretta con cui si vuole arrivare alla riforma, dando l'idea di passare sulla testa degli insegnanti e degli studenti. Ieri nella riunione del coordinamento la discussione è stata animata e la partita rimane comunque ancora aperta. Molto dipenderà dai regolamenti che la Gelmini porterà venerdì in consiglio dei ministri. A quel punto si riaprirà anche nel partito una fase di confronto. 
La riforma sarà oggetto domani di una specifica riunione della maggioranza in consiglio provinciale, da cui dovrebbe arrivare il via libera. Anche se nei giorni scorsi il capogruppo dell'Upt, Giorgio Lunelli, non aveva nascosto la sua preoccupazione per la mancanza di certezze. 
Ieri intanto Alessandro Genovese e Nicola Zuin, portavoce degli Stati generali della scuola trentina, sono saliti a Folgaria per consegnare un dossier al segretario nazionale Pierluigi Bersani, invitandolo a prendere posizione pubblicamente per stoppare la Dalmaso. "Una parte importante del mondo della scuola - scrivono - ripone nel Pd la sua fiducia: non la tradisca perché sarebbe l'ultima volta". 

mercoledì 20 gennaio 2010

ex justa causa!


Ci permettiamo di sfruttare il meritevole lavoro fatto sul sito del Liceo Galilei, che raccoglie una rassegna stampa completa relativa alla riforma Dalmaso, al suo iter e alla crescente opposizione che è andata raccogliendo.

Ringraziando le autrici e sperando che la massima diffusione delle informazioni produca la consapevolezza e la mobilitazione necessarie, ci scusiamo per il piccolo furto... è per una buona causa!


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COMUNICATI

Proposta di riordino della Scuola Superiore - Comunicato nr. 4006 del 03/12/2009

I quadri orari per i Licei

Piano di confluenza degli indirizzi del secondo ciclo

Istituti tecnici

Licei

La scuola, il Pd e il cerino in mano


L'adige, 19/01/2010 08:27

Gentile Direttore, sabato pomeriggio ero all'incontro degli Stati Generali della Scuola Trentina. Vorrei commentare alcuni episodi accaduti all'interno dell'assemblea stessa. Si è dato grande enfasi alla presenza della consigliera Sara Ferrari, che ha dichiarato frequentare l'assemblea come docente di una scuola secondaria e non in qualità di politica. Ha caldeggiato la nascita di un movimento unitario di docenti - quale gli stati generali della scuola trentina - in grado di dialogare, anche attraverso proposte sulla scuola, con l'amministrazione.
Il ricordo delle sue scelte di voto all'interno del consiglio provinciale ha infervorato l'assemblea presente in sala sabato, che ha cavalcato l'onda emotiva dello sfogo personale. Comprensibile, poiché troppe volte il partito democratico e il mondo politico in generale, si è dimostrato incapace di ascoltare le reali motivazioni della protesta che in questi mesi si è sollevata da parte del mondo della scuola.
Agli inizi di ottobre, con alcuni colleghi, mi sono recata ad un appuntamento ottenuto con il consigliere provinciale Alberto Pacher, avente lo scopo di attivare un confronto con il principale partito presente nella coalizione di maggioranza. Ci sentivamo titolati a farlo, visto che il numero consistente di voti ottenuti da Pacher e dal Pd, provenivano anche dal mondo della scuola. La sensazione di spiacevole distanza da ciò che era stato votato a maggioranza dalla Giunta l'11 settembre, Giunta presieduta dallo stesso Pacher, ci ha pervaso dal primo scambio di battute. Le sue affermazioni successive, apparse sul giornale, che lo vedevano evocare esempi di strategia militare come modalità politica, hanno scavato solchi profondi tra i rappresentanti politici e il popolo che li ha eletti. Credo che il Pd locale pagherà un conto molto salato per questo scollamento grave con la cittadinanza. Ma la mia speranza è che paghino soprattutto coloro che si sono nascosti in questo periodo, coloro che hanno disertato le assemblee del partito organizzate per sentire le ragioni dell'assessore e valutare le linee politiche da tenere, e non coloro che hanno sofferto le loro alzate di mano, coloro che in questi mesi hanno dedicato tempo per cercare di capire e di confrontarsi con il mondo della scuola, coloro che partecipano comunque alle assemblee cercando di portare contributi alla discussione.
Lo scollamento non è solo politico ma anche sindacale. I rappresentanti dei sindacati si siederanno tra poco ai tavoli delle concertazioni sindacali con l'assessorato dell'istruzione, ma si siederanno quasi a titolo personale, forti solo della delega che spetterebbe loro se rappresentassero ancora qualcuno, visto l'esodo di molti dalle associazioni sindacali, ree di non aver saputo né informare né affiancare i docenti in questo periodo di transizione.


Paola Bosco - Insegnante di Chimica alle Iti Buonarroti


La contrastata riforma sulla scuola trentina lascerà sul campo molte vittime, e tra queste il Partito democratico che se ne è fatto convinto alfiere. L'Upt, infatti, il partito di Dellai, ha già scaricato la riforma e - come si può leggere nelle cronache di Trento a pagina 18 - per bocca del capogruppo in consiglio provinciale Giorgio Lunelli, ne ha preso le distanze facendola ricadere tutta sulle spalle del Pd. Lunelli ha fiutato che lo scontento è generale, non solo nel mondo della scuola ma anche fra le famiglie. E pubblicamente ha individuato nell'assessore del Pd Marta Dalmaso il capro espiatorio. Per carità, lodevole che un partito sostenga il suo assessore quando tutti gli sparano contro. Ma che questo avvenga senza che mai il partito abbia discusso prima la riforma, perché se l'è trovata già pronta da ingoiare, questo è già più opinabile, e indica come il partito sia totalmente privo di leadership e di bussola di navigazione. Gli assessori Pd in giunta votano a favore della riforma. I consiglieri del partito come Bruno Dorigatti e l'assessore regionale Margherita Cogo sono contrari. Gli altri sono spariti dalla circolazione, appena fiutato che la questione scotta e si rischia di rimanerci con il cerino in mano.
Il segretario del Pd, Michele Nicoletti, ha organizzato una giornata di studio sulla riforma per fine mese, quando - dichiarazioni di Lorenzo Dellai al forum dell'Adige, affiancato da Marta Dalmaso - la riforma è già approvata, l'iter avviato e a settembre gli studenti se la troveranno sui banchi, già operativa. In sostanza si discute ciò che Dellai ha già deciso e sta attuando. A che serve, Dio solo lo sa. Forse a ripulirsi la coscienza per non averne discusso prima della decisione in giunta. Che il Pd pagherà cara questa sconfitta politica, è evidente a tutti, in primo luogo agli stessi dirigenti e consiglieri del partito, che vengono fischiati alle assemblee pubbliche. Del resto, l'Upt l'ha già detto: se si fa la riforma, è perché la voluta il Pd («Noi siamo per il rinvio»).
Chissà con che faccia i dirigenti del Pd lo spiegheranno al mondo della scuola, primo bacino elettorale del partito. Si faranno dare una mano dal sindacato, che con i propri iscritti al riguardo non s'è mai confrontato in questi mesi, evidentemente convinto che sia un optional. Gli stessi che a Roma contestano la riforma Gelmini - Pd e sindacati - sono quelli che a Trento la portano avanti, nella versione nostrana. Quando si dice i paradossi della vita.


p.giovanetti@ladige.it