martedì 11 marzo 2014

Pas Magistrali: aspettiamo ancora!



Dopo i recenti avvenimenti in merito a PAS e Diploma Magistrale, abbiamo sentito l'Università di Bolzano oggi, chiedendo che i PAS vengano sospesi, in attesa del decreto conseguente il parere del Consiglio di Stato, il quale ci definisce abilitati (da ciò la seconda fascia di DIRITTO senza PAS).

Da più parti giunge voce che la risposta si avrà entro 48 ore, a noi è stato detto che non ne sapevano nulla (del parere del Consiglio di Stato) e che il 6marzo avevano avuto l'ok all'avvio dei corsi, dal Consiglio di Facoltà.
Fretta di incassare prima di ritrovarsi con le aule vuote??? Mah...


Quindi CONSIGLIAMO CALDAMENTE DI ATTENDERE prima di perfezionare l'iscrizione e procedere con il pagamento della tassa, ovvero di aspettare almeno sino all'ultimo giorno per pagare la tassa...per la lezione del 15 direi che ognuno decida che fare, ma per quanto ci riguarda noi la boicotteremo in massa.
Anche se, visti gli eventi a livello nazionale, c'è buona speranza che la lezione venga annullata o spostata.
Tenete d'occhio il sito di Unibz.

Noi con voi, voi con noi...

"Stati Generali della Scuola Trentina - Fenalt"

domenica 9 marzo 2014

una nota di Anief sulla situazione magistrali a Trento

riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Gentili colleghe/i,
vi aggiorno su colloquio avuto con la dirigente del settore istruzione dottoressa Livia Ferrario e la Dott. Mussino.
Ho espresso la ns posizione in ordine alla questione Magistrale sia sotto il profilo della ricostruzione giuridica che quello politico, avanzando le richieste già espresse nel precedente comunicato :
  1. il pieno riconoscimento del diploma Magistrale ante 2002 quale titolo abilitante;
  2. annullamento dei percorsi PAS  per la primaria vista la loro illogica ragione d'essere
  3. l'inclusione in seconda fascia d'Istituto;
  4. qualora dovesse essere istituita la 4 fascia sulle graduatorie provinciali , l'inclusione il questa dei diplomati magistrali con pari dignità e riconoscimento dei laureati in SFP;
  5. il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo per la continuità così come avviene per i docenti in terza fascia delle graduatorie provinciali;
  6. il diritto di potersi iscrivere ai percorsi di specializzazione per il sostegno.
Il dipartimento dell'istruzione ha preso consapevolezza ( finalmente) della complessità della vicenda e della improcastinabilità di una decisione in merito. Questo sia per gli effetti che una decisione sbagliata, o una non decisione,  può  produrre in termini di contenzioso che ovviamente si cerca di evitare, sia per un vincolo di adeguamento alla normativa nazionale. 
Si  è quindi convenuti sulla mancanza di competenza della Provincia Autonoma di Trento a poter derogare ad una normativa nazionale in ordine al valore abilitante dei titoli e quindi sulla necessità di adeguarsi a quella che sarà eventualmente una scelta in campo nazionale , sia essa  legislativa o ministeriale.
L'impegno del dipartimento è quindi quello di attendere la decisione in campo nazionale ed adeguarsi ad essa. 
Decisione che, vista la ricostruzione operata dal  Consiglio  di Stato nell'ormai noto parere , non potrà che andare nella direzione del riconoscimento dei diritti e del ripristino delle posizioni dei diplomati magistrali ante 2002.  

Per quanto ci riguarda questo è già un grande risultato. 

Infatti, nella giornata di ieri  si apprende di una nota ministeriale n°644 del 28/02/2014 con cui il capo dipartimento dell'Istruzione Dott. Chiappetta ha inviato lo schema del DPR all'ufficio legislativo con conformarsi al parere del Consiglio di Stato.
  • Il nostro prossimo passo è quello di intimare al Dipartimento dell'Istruzione di Trento di rispettare l'impegno adeguandosi nella immediatezza intanto con il blocco dei PAS per la primaria,  e di attendere la decisione definitiva in ambito nazionale prima di emanare un decreto sulle graduatorie che possa essere evidentemente trovarsi in contrasto con il nazionale. La diffida verrà inviata nella giornata di oggi con PEC in modo che i dirigenti del settore la troveranno sul proprio tavolo già lunedì mattina. 
Inoltre , vi informo che il 5 punto( il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo per la continuità)  è stato accolto, anche perché era questione sulla quale si stava già ragionando.

Vi aggiornerò a breve sugli sviluppi e sul da farsi, ribadendo comunque l'intenzione di Anief di proseguire comunque sulla strada dl ricorso , anche i considerazione dei danni subiti dagli insegnanti relegati per tanto tempo nella terza fascia, sia contro la istituenda 4 fascia qualora questa realizzi un ulteriore negazione dei diritti del personale docente in questione già gravemente e ripetutamente violati.
Si informa inoltre che l'azione sindacale avviata e in corso nella provincia di Trento , sarà avviata anche in quella di Bolzano. 

Un cordiale saluto.

Mauro Pericolo
Coord. Provinciale 
Anief Trento

Precari magistrali: importanti novità


Precari della scuola: importanti novità
di Giulia Galletti, pubblicato su giornalesentire.it 


(8 marzo 2014) - Sono ore cruciali queste, per la sorte professionale di molti maestri elementari italiani, in attesa dell’imminente ufficializzazione, da parte del Ministero dell’istruzione, della loro abilitazione regolarmente acquisita più di 10 anni fa attraverso la maturità magistrale, ma inspiegabilmente negata per 13 anni dallo stesso MIUR.

Negli ultimi tempi era stato un parere del Consiglio di Stato a riportare in auge la questione dei diplomati magistrali dichiarando, a seguito di un ricorso al Presidente della Repubblica che i decreti ministeriali erano affetti da evidente eccesso di potere e pertanto erano da considerarsi illegittimi nella parte in cui escludevano i possessori del diploma magistrale ante 2002 dalla seconda fascia delle graduatorie d’ istituto riservata agli abilitati.
Si imponeva pertanto al Miur di dare risposte chiare ai docenti discriminati illegittimamente e di porre immediato rimedio alla questione.

Ed ecco che, proprio due giorni fa, il capo Dipartimento Istruzione di Roma, Luciano Chiappetta, aveva annunciato che, in esecuzione del suddetto parere del Consiglio di stato sarebbe stata prevista per i docenti in possesso del diploma di maturità Magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, la possibilità di inserimento nella II fascia delle graduatorie di circolo e di istituto della scuola dell'infanzia e primaria.

Di fronte ad una simile dichiarazione di intenti ci si sarebbe aspettati dalla Provincia Autonoma di Trento una prudente cautela rispetto all’ avvio dei Percorsi Abilitanti Speciali, i quali appaiono, a seguito delle novità giunte da Roma, ora più mai che illegittimi e privi di ragion d’essere! Essi infatti sono stati istituiti allo scopo di consentire ai docenti che li avrebbero frequentati, l’accesso alla II fascia di istituto che invece ora si apprende essere un diritto già acquisito da questi docenti con il solo possesso del loro titolo di studi magistrale.

Invece, nel più totale sconcerto, i docenti trentini si sono visti recapitare nella serata di ieri una mail da parte della segreteria dell’Università di Bolzano la quale comunicava loro l’immediato avvio dei Percorsi Abilitanti speciali con un preavviso di una sola settimana. Allegata alla presente un dettagliato vademecum per il pagamento di 2500 euro di costi di iscrizione, da effettuarsi entro il 26 marzo.

Incredulità ed indignazione si sono immediatamente sollevati sul web da parte dei docenti interessati che da più di un decennio operano nelle scuole trentine con competenza e professionalità sulla base di un titolo che ormai persino il Miur sta riconoscendo in tutto e per tutto abilitante.

La scelta di Bolzano è parsa ai molti evidentemente sospetta. Non ci si spiega infatti come un’Università possa essere disinformata rispetto a quanto sta avvenendo in queste ore al Ministero di Roma e si appresti ora ad avviare in fretta e furia dei percorsi abilitanti che sono sull’orlo del blocco a livello nazionale.

I diplomati magistrali trentini parlano di una malcelata manovra per mettere ancora una volta mano in tutta fretta alle loro tasche, in totale sfregio dei loro diritti e delle cautele di rito che andrebbero osservate in una simile situazione.

A farsi portavoce delle istanze dei diplomati magistrali sono ancora una volta i sindacati degli Stati Generali e dell’Anief che in serata hanno inviato agli interessati delle note urgenti.

I primi hanno consigliato ai docenti di inviare in auto tutela una mail all’Università di Bolzano chiedendo di sospendere immediatamente i PAS in attesa di chiarimenti a livello nazionale, mentre il Coordinatore regionale di Anief Mauro Pericolo ha comunicato che è stata inviata in data odierna una formale diffida alla Provincia di Trento al fine di intimare al Dipartimento dell'Istruzione di Trento di adeguarsi nell’immediatezza con il blocco dei PAS per la primaria e di attendere la decisione definitiva in ambito nazionale prima di emanare un decreto sulle graduatorie che possa evidentemente trovarsi in contrasto con il nazionale. Pericolo ha anche ribadito l'intenzione di Anief a proseguire comunque sulla strada dl ricorso, anche i considerazione dei danni subiti dagli insegnanti relegati per tanto tempo nella terza fascia e contro la istituenda 4 fascia delle GAE per i soli diplomati si scienze della formazione primaria, qualora questa realizzi un ulteriore negazione dei diritti del personale docente in questione già gravemente e ripetutamente violati.
Il ricorso avviato da Anief nella Provincia di Trento, sarà esteso anche a quella di Bolzano mentre continuano a giungere anche da fuori regione numerosissime richieste di adesione.

lunedì 24 febbraio 2014

ODG dell'Assemblea generale



Ricordando che è domani sera, 

MARTEDI' 25 FEBBRAIO

è convocata 


l'ASSEMBLEA GENERALE 
(RISERVATA AGLI ISCRITTI SGST)


alle ore 20.30, presso la nostra sede di FENALT,

comunichiamo l'OdG:

1. Comunicazioni in merito 
a- al corso di formazione sindacale: relatori, temi e calendario
b- alla campagna di tesseramento: tempi e strategie

2- La scuola secondo il Signor  Rossi: scenari e prospettive

a- Abilitazioni, graduatorie, reclutamento, valutazione,  concorsi e albi. 
Tra doppi canali, diritti, meritocrazia, privilegi, prevaricazioni e dividi et impera... quale possibile posizione per SGST?

b- Qualità e ricatto... assunzioni contro flessibilità? 
Trilinguismo, competenze, nuove tecnologie ecc. possono rappresentare un'occasione per la scuola, gli studenti e gli insegnanti... o è solo un paravento per i soliti tagli? Quali strategie per SGST?

3. Varie ed eventuali


NB: vista la complessità e l'importanza dei temi, chiediamo la collaborazione di tutti per rendere costruttiva ed efficace l'assemblea. Grazie.


VI ASPETTIAMO TUTTI... uno per uno!

martedì 11 febbraio 2014

appunti per l'incontro Rossi - sindacati

Stamattina si svolge il tanto atteso incontro tra il Presidente/Assessore Ugo Rossi e le organizzazioni sindacali della scuola.
Gli Stati Generali della Scuola Trentina non sono stati invitati: peccato! 
Quello che avremmo avuto da dire lo sintetizziamo qui sotto.


1- Siamo spiacenti che Rossi non ci abbia convocato (gli Stati Generali, ma anche le altre organizzazioni di docenti, studenti, famiglie): trincerandosi dietro il paravento della rappresentatività istituzionale, nega voce a una componente essenziale della scuola trentina: un brutto segnale, che tradisce la volontà di non affrontare davvero la questione "qualità" del sistema istruzione, ma di limitarsi alla superficie degli annunci (belle parole come trilinguismo, successo formativo, competenze...), rinnovando nel contempo la politica di tagli e risparmi


2 - I numeri: 300 assunzioni spalmate su più anni non rappresentano alcun investimento, anzi, sono numeri a cui ci ha purtroppo abituato la miseria (leggi: "tagli") della normale amministrazione targata Dellai-Dalmaso. Numeri che non coprono nemmeno i pensionamenti e sono una goccia nel grande mare del precariato in Trentino.

3 - Sia detto una volta per tutte che l'assunzione dei precari non rappresenta in ogni caso un costo per l'amministrazione, in quanto a migliaia già lavorano da anni e quindi già percepiscono salario. L'unico costo in più deriverebbe eventualmente dal riconoscimento degli scatti di anzianità: che sappiamo però essere bloccati.

3Bis - Va ricordato inoltre che pende sulla PAT un gigantesco ricorso, che ora è al vaglio della Corte di giustizia Europea: secondo la normativa europea, infatti, l'amministrazione pubblica è obbligata ad assumere a tempo indeterminato i lavoratori che sommano tre anni di contratti a tempo determinato presso lo stesso datore di lavoro e per le stesse mansioni (che è esattamente il caso dei docenti ricorrenti)

4 - Prima di avviare qualsiasi discussione vogliamo finalmente i numeri reali e completi del precariato in Trentino. Per esempio: a) nessuno sa dire quanti sono in tutto i docenti precari che marciscono nelle graduatorie d'istituto; b) l'Amministrazione non ha mai detto ufficialmente quante persone realmente lavorano ogni anno nella scuola trentina: il numero delle cattedre non corrisponde al numero di persone (anche tenendo conto spezzoni, supplenze brevi, ecc). 

5 - Rossi sia chiaro ed esplicito riguardo a cosa intende con quella richiesta di "flessibilità" e dica subito, per esempio, se intende rivedere anche il carico orario previsto da contratto (oggi 18 ore settimanali da 50 min + 70 ore + 40 ore). La retorica dei tre mesi di ferie è falsa e tendenziosa: tutti sanno che è da sempre una misura compensativa per gli infimi livelli salariali degli insegnanti italiani rispetto ai colleghi europei.

6 - Rossi spieghi come intende adeguare il sistema di formazione e selezione dei docenti (Pas, TFA, Concorsi, ....?)

7- Rossi dica se intende caricare tutta la selezione e formazione (quindi la valutazione) dei docenti sui nuovi assunti o se pensa di lavorare su un sistema di valutazione e quindi valorizzazione che coinvolgerà anche i docenti già di ruolo.

8 - Rossi dica se intende o meno intervenire sui meccanismi di distacco, assegnazione provvisoria e simili, che alterano sensibilmente il quadro delle cattedre disponibili, vacanti e occupate

9 - Rossi spieghi chiaramente cosa intende fare delle graduatorie esistenti: provinciali, d'istituto e dei concorsi. 

10 - Rossi chiarisca i tempi e il metodo con cui intende procedere

11 - Avvertimento ai sindacati che incontreranno Rossi: sappiano che, se queste rimangono le premesse, non esiste alcun margine - non esiste alcun margine - di trattativa.
Se le prospettive e le condizioni poste dall'Assessore dovessero essere quelle intraviste in questi giorni, saremmo di fronte a un ricatto bello e buono, non dissimile da quelli imposti ai lavoratori della Fiat o della Electrolux.
Pretendiamo dalle OO.SS una posizione netta e risoluta: nessun inciucio sarà più tollerabile da parte di una categoria che sta pagando fin troppo care le scellerate politiche sindacali degli ultimi anni.

12 - SGST-Fenalt ribadisce per l'ennesima volta che, se si vuole affrontare seriamente il problema della qualità della scuola Trentina:
- il metodo non può che essere trasparente, includente e democratico
- il problema del precariato va risolto alla radice e guardando al lungo periodo, innanzitutto 1) ASSUMENDO SUBITO TUTTI I DOCENTI (che già lavorano) SU TUTTI I POSTI REALMENTE DISPONIBILI SULL'ORGANICO DI FATTO! e 2) costruendo un sistema di formazione, selezione, arruolamento e valutazione/valorizzazione dei docenti che sia efficace, giusto e meritocratico
- coi tagli non si fa qualità!

venerdì 7 febbraio 2014

Signor Rossi, ti sfidiamo




Egregio Signor Rossi, 
sono passati ormai quasi quattro mesi dall'insediamento della Sua Giunta e dall’assunzione, da parte Sua, della carica di Assessore all'Istruzione e, fatto salvo l’annuncio di un piano per il trilinguismo, non ci pare sia pervenuta alcuna indicazione sulle prospettive generali o sulle linee programmatiche dell'azione di governo che intende perseguire. A dispetto delle Sue dichiarazioni elettorali sulla centralità della scuola, finora non è stata avanzata alcuna proposta concreta in merito ai molti problemi che condizionano il sistema educativo della nostra Provincia.

Dobbiamo forse pensare che “chi tace acconsente”, e che quindi Lei intende porsi in totale continuità con la sciagurata impostazione culturale e gestionale del catastrofico governo Dalmaso-Dellai?

Diverse settimane fa Lei ha auspicato pubblicamente l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze del mondo della scuola: quando pensa di convocarlo? Possiamo sperare in una concezione della rappresentanza che riesca davvero a coinvolgere, al di là della forma meramente istituzionale, tutte le componenti della scuola reale, capaci di esprimere esigenze e proposte di studenti, insegnanti e famiglie?

Recentemente il ministro Carrozza ha proposto un ‘sondaggio’ per raccogliere gli umori e le opinioni del mondo della scuola: perché non prenderne spunto, avviando nella nostra Provincia una capillare operazione di ascolto e consultazione in tutti gli istituti? Un po’ come fece tra il 2005 e il 2006 l’Assessore Salvaterra, allora impegnato a redigere la Legge che ancora regola la scuola trentina.
Questo potrebbe essere il primo passo per dare concretezza a un dialogo efficace e proficuo, al fine di affrontare le tante criticità e questioni aperte che attualmente affliggono la nostra scuola: dal problema – mai davvero affrontato – del precariato, al tema del reclutamento, della formazione e valutazione degli insegnanti; dal mancato rinnovo del contratto provinciale, al blocco degli scatti di anzianità; dalla ridefinizione della figura dei Dirigenti scolastici, agli investimenti (o ai tagli!) per l’istruzione, fino al ripensamento della struttura e della funzione dell’Iprase. Per citarne solo alcuni.

In questa prospettiva, la proposta di una scuola trentina trilingue potrebbe diventare l'occasione per un ripensamento complessivo del sistema dell'istruzione provinciale, capace (anche) di ridiscutere scelte ideali e forme organizzative che si sono rivelate poco efficaci e spesso dannose. Un'occasione per costruire assieme una riflessione pacata sulle possibilità di dare alla nostra Provincia una scuola realmente all'altezza delle sfide che ha di fronte. 

È chiaro, però, che un progetto così ambizioso non può prescindere dalla disponibilità a investire finalmente le necessarie risorse e, soprattutto, dalla scelta di un metodo di lavoro dialogante, trasparente e democratico: serve, insomma, una netta inversione di tendenza rispetto al passato e la rinuncia, da parte Sua, al metodo autoritario e autoreferenziale con cui nella scorsa legislatura si è pensato di poter governare la scuola trentina.

È indubitabile che la coincidenza nella Sua persona delle responsabilità di Assessore all’Istruzione e di Presidente della Giunta Provinciale costituisca un’occasione davvero storica: perderla, o non sfruttarla al meglio, rappresenterebbe un crimine. 

Noi siamo pronti. E Lei, caro signor Rossi, è disposto a raccogliere la sfida?


Alessandro Genovese e Nicola Zuin, 
Stati Generali della Scuola Trentina-Fenalt

lunedì 27 gennaio 2014

trilinguismo o lingua biforcuta?

La nuova legislatura inaugura il suo impegno per la scuola trentina con l'annuncio del Presidente Rossi (che è anche l'assessore all'Istruzione) di un piano per il trilinguismo pronto entro l'estate.

A dire il vero ci pare che ci siano questioni più urgenti da affrontare, e ci sarebbe piaciuto che il Presidente/Assessore si fosse preso almeno un paio d'ore per fare due chiacchiere con gli insegnanti, gli studenti, i dirigenti, gli Ata, le famiglie... ma vogliamo essere positivi e guardare a questa prospettiva come a una buona occasione per ripensare il sistema nel suo complesso.

Ribadiamo, se ne potrebbe discutere, ma è chiaro che, se trilinguismo dev'essere, pretendiamo che l'operazione non si riduca all'ennesimo bluff da vendere a buon mercato nelle polemiche sulla difesa dell'Autonomia a Porta a Porta o a Domenica in. Nè il trilinguismo potrà trasformarsi in una nuova occasione per continuare a foraggiare gli amici con ricche consulenze capaci di produrre solo fumo negli occhi e tante chiacchiere (tipo la didattica per competenze, per intenderci).

Conosciamo la scuola, le sue potenzialità e le sue debolezze. La conosciamo non perché ne abbiamo sentito parlare, ma perché la facciamo vivere tutti i giorni: perciò siamo pronti a dare il nostro contributo in termini di analisi e di proposta.

Non accetteremo l'ennesima riforma calata dall'alto e non tollereremo iniziative che siano iniziative senza essere concretamente migliorative.


http://www.ladige.it/articoli/2014/01/27/si-scuola-trilingue-solo-facciata

lunedì 20 gennaio 2014

Ecco finalmente i corsi abilitanti

http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/0/8FC0C16F75B0931DC1257C66005B4C36?Opendocument#.Ut2IvnjYOc0

COMUNICATO nr. 99 del 20/01/14 18.02

Queste le sedi di attivazione e le suddivisioni in annualità 
SCUOLA: ECCO I CORSI ABILITANTI PER DOCENTI PRECARI



 

Nel corso dei mesi di agosto e settembre anche in Trentino quasi 1100 docenti precari non abilitati in servizio presso le scuole nazionali da almeno un triennio si sono pre-iscritti ai corsi speciali abilitanti. Dopo alcuni mesi, dovuti ai ritardi nella diffusione di indicazioni da parte del Ministero agli uffici scolastici regionali ed anche alle università, se pur in attesa del decreto ufficiale di accettazione dell’offerta formativa da parte del Ministero, si rendono noti i corsi abilitanti che saranno attivati sul territorio regionale a partire dal mese di marzo 2014.
La definizione dell’offerta formativa territoriale è frutto di un lavoro congiunto della Provincia autonoma di Trento, della Provincia autonoma di Bolzano, degli Atenei di Trento e Bolzano e dei Conservatori musicali di Trento e Bolzano, che tiene conto, oltre che dei rispettivi ambiti di specializzazione disciplinare anche delle necessità logistiche della didattica laboratoriale. 

http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/0/8FC0C16F75B0931DC1257C66005B4C36?Opendocument#.Ut2IvnjYOc0

martedì 14 gennaio 2014

Pas: lo stato delle cose

Situazione Pas: pur con l'avversione di varie università questi corsi dovrebbero vedere la luce e iniziare, per gli ammessi, a Febbraio. 
Una nota del Miur, del 14/01/14 a firma del dott. Chiappetta  impone alle università di attivarli anche per scuola dell'infanzia e primaria. Il percorso (ri)ablitante per la scuola primaria è infatti avversato da molte università, le quali, mascherandosi dietro una finta  salvaguardia del merito, temono in realtà di dover spiegare a tutti i neo-laureati e neo-immatricolati che, per loro, nella scuola per parecchio tempo non ci sarà posto. 

I percorsi per la scuola secondaria di primo e secondo grado prevedono l’acquisizione di 41 CFU (Crediti Formativi Universitari) di cui:

15 CFU di didattica generale e didattica speciale;
18 CFU
 di didattiche delle discipline oggetto di insegnamento 
3 CFU
 di Laboratori di tecnologie didattiche
  5 CFU per l’elaborato finale.

Per la scuola primaria prevedono l’acquisizione di 60 CFU: 

15 CFU di didattica generale e didattica speciale;

12 CFU didattica delle scienze 

12 CFU didattica delle scienze umane

9 CFU didattica delle arti

6 CFU lingua inglese (livello B2)

3 CFU laboratorio

3 CFU progetto finale


I corsi si svolgeranno in linea di massima in orario pomeridiano e al sabato pomeriggio. 

Niente finora è stato detto in merito alla concessione delle 150 ore per il diritto allo studio. Sembra prospettarsi l'allungamento del periodo della durata dei corsi, in modo da non dover concedere da parte della Pat le ore necessarie alla frequenza. 


martedì 7 gennaio 2014

'Restituire' gli scatti di anzianità? Vergogna!

A: Al Premier Letta e ai Ministri del Governo in carica,, Ufficio di segreteria del Consiglio dei Ministri Ministero dell'Economia e delle Finanze, Portavoce Ministero dell'Economia e delle Finanze Al Premier Letta, Ufficio del Protocollo
Con una nota del Ministero dell'Economia e delle Finanze si comunica che verranno trattenuti dalle buste paga dei docenti e dei lavoratori nel comparto scuola 150 euro al mese a partire dalla busta paga di Gennaio. Si tratta degli scatti di anzianità del 2013, cioè il Governo si riprende aumenti giustamente percepiti.
Chiediamo che questa nota venga immediatamente annullata. 
La beffa è che tali scatti erano stati promessi come conseguenza del taglio del Fondo di Funzionamento delle Scuole, taglio contro cui molti di noi docenti avevamo protestato perché sospettavamo che quelle somme, tolte alla Scuola, non sarebbero state investite per la Scuola. 
Molti di noi avremmo preferito fare sacrifici, rinunciare agli scatti e mantenere intatto il Fondo di Funzionamento, visto che era già esiguo, anche perché, conoscendo le dinamiche, avevamo previsto l'inganno. Puntualmente si è verificato quelle che prevedevamo e adesso assistiamo alla grottesca scena della decurtazione dallo stipendio delle somme già pagate ai docenti nel 2013 provenienti da quei tagli. 
L'atto vergognoso di farsi restituire, anzi, peggio, decurtare "con rate mensili di 150 euro"soldi promessi, dovuti, pagati e già spesi da docenti che percepiscono meno di 1.500 euro non può passare sotto silenzio e non può essere accettato dal mondo della Scuola. 
Siamo in Italia o a Malta? Da quando si mette mano agli stipendi in questo modo? E questo silenzio colpevole a cosa è dovuto? E' un furto? Saremmo, siamo e siamo stati pronti a fare sacrifici per il Paese e per la Scuola, ma non così, visto che sono soldi sottratti alla Scuola, sottratti ai docenti e spariti negli altri mille rivoli delle spese inutili, frantumate e definite con logiche che non condividiamo. Certamente non ci sacrifichiamo per garantire altrui privilegi.
Il nostro salario è ingiusto da decenni, ma vedersi persino rubare parte dello stipendio in questo modo è un'offesa precisa e mirata e non corrisponde ai propositi dichiarati di un Governo che si era insediato con la promessa del "nessun taglio alla scuola". 
E' un dovere difendere la dignità del lavoro e il diritto al giusto salario. Sono la dignità, il valore dell’esempio e il senso di responsabilità di lavoratori della Scuola i sentimenti che non ci fan rovesciare i cassonetti, non la stupidità o la passività e mi pare che in quest'equivoco ci cadano in troppi. Vogliamo credere di vivere e di costruire nelle nostre classi un Paese che rispetta e agisce sulle basi della dignità e del senso di responsabilità. Una dignità e un senso di responsabilità che non sempre ritroviamo nelle classi dirigenti, politiche e amministrative di questo Paese, sempre pronte ad avallare privilegi di lobby.
Siamo certi che molti cittadini onesti sono con noi se diciamo di pretendere dal Governo quel rispetto dei diritti e dei doveri costituzionali e di cittadinanza, - e quello dei lavoratori lo è - , che noi docenti testimoniamo e trasmettiamo ai nostri allievi. E siamo stanchi di vedere contraddetti valori, diritti e doveri costituzionali persino dalle Istituzioni che dovrebbero difenderli. 
Ci chiediamo se i "diritti acquisiti" di cui tanti si riempiono la bocca oggi non vengano messi in campo solo per salvaguardare privilegi non più sostenibili e non per assicurare il giusto. Ci chiediamo come sia possibile mantenere stipendi fino a quindici volte maggiori del nostro e decurtare in proporzioni inaccettabili stipendi indegni per la professione docente. Per carità, il giusto sia giusto. Ma non facciamo passare per giusto l'ingiusto. Se la domanda è retorica, se qualcuno ci scambia per idealisti conservatori, o peggio per “portatori di lagna e recriminazione” quando vogliamo difendere il giusto e i diritti, allora quel qualcuno fa parte esattamente del Paese che non vogliamo e che non corrisponde ai valori della Scuola e della Costituzione.
La forbice tra i privilegi di alcuni e i diritti offesi dei troppi che devono farsi carico anche di quei privilegi ormai è misura d’inciviltà e, fosse solo per principio, noi faremo battaglia ferma. Con modi civili, ma battaglia ferma.
La scuola è l'unico segno più del 2013 nel comparto pubblico a fronte di una totalità di segni meno negli altri settori del pubblico. Eppure i dirigenti di altri fallimentari settori dello Stato percepiscono premi di produttività ingenti, anche per "leggere le mail". Ripeto, nessuno è stupido e tutti lo sanno, ma troppi sono in malafede nel voler mantenere tali follie insostenibili e immeritate. 
Quello nella scuola è un segno più grazie alla fatica dei docenti e dei lavoratori della scuola, e, permetteteci di affermarlo, nonostante le azioni dei governi degli ultimi anni. Nessuno ci sta dicendo grazie, nessuno ci sta pagando premi di produttività dovuti e meritati, ma che non ci sia almeno la beffa del furto a posteriori di somme già percepite.
Con questa azione anche questo governo si inserisce con perfetta continuità nel solco delle azioni incivili nei riguardi della Scuola e dei suoi lavoratori. E siccome l'inciviltà, lo spregio dei diritti e la "furbizia" dei conti non è esattamente l'obiettivo per cui lavoriamo e fatichiamo nelle nostre classi e coi nostri alunni,
chiediamo che questa nota venga immediatamente annullata.