domenica 17 novembre 2013
repliche
sabato 16 novembre 2013
petit résumé
scusandoci per la scarsa tempestività, a beneficio dei presenti e soprattutto degli assenti, riepiloghiamo sinteticamente quanto emerso dalla discussione e le decisioni prese nell'ultima assemblea di SGST.
I:Come da odg è stata innanzitutto presentata ufficialmente la confluenza in SGST-Fenalt dell'organizzazione nota come Precari3fascia: si tratta dell'esito positivo di un dialogo durato alcuni mesi, che ha visto tra l'altro l'organizzazione comune di diversi eventi importanti (ricordiamo l'assemblea precaria, il sit-in di aprile in piazza Dante, i due presidi in via Gilli in occasione delle convocazioni, la manifestazione dei fantasmi contro gli sms).
E' un passo avanti verso la costruzione di un fronte comune di tutti i precari che vada oltre il dividi et impera che da anni ci condanna alla schiavitù e nello stesso tempo un ulteriore riconoscimento del fondamentale ruolo che SGST ha svolto e continuerà a svolgere su questo fronte: i sindacati non sono tutti uguali.II:Questo non significa che siano magicamente risolti i problemi e i conflitti che attraversano il mondo del precariato: prova ne è stata, tra l'altro, la discussione che si è sviluppata attorno alle nuove modalità di abilitazione e reclutamento (Tfa, concorso, Pas...) e alla posizione da prendere in particolare rispetto alla questione dei PAS e alla richiesta di veder riconosciuto il diritto allo studio (150 ore) anche in Trentino.- C'è chi, a fronte della sovrabbondanza di insegnanti rispetto ai posti realisticamente disponibili, ritiene giusto continuare a marcare le differenze tra chi con sacrificio e fatica si è guadagnato l'abilitazione e chi ora invoca la via facile (150 ore, corsi on-line ecc.) in nome di un'esperienza sul campo maturata in qualche modo.- C'è chi ritiene necessario fare dei distinguo, soprattutto in funzione delle classi di concorso (posti disponibili, possibiltà di abilitarsi negli ultimi anni ecc..)- C'è chi a questo punto giudica inevitabile consentire a tutti coloro che hanno maturato un diritto (perchè in graduatoria, perchè soltanto abilitati, o perchè comunque han lavorato) di vedere regolarizzata la propria posizione.La via decisa è quella di elaborare nelle prossime settimane concrete ipotesi alternative: queste potranno essere discusse, migliorate e infine valutate per far emergere una proposta da presentare all'amministrazione.Tutti d'accordo invece sulla necessità di insistere sulla richiesta immediata di un piano (magari pluriennale) di esaurimento di tutte le graduatorie, a partire dall'assunzione in ruolo su tutti i posti disponibili sull'organico di fatto.III:Le prospettive della scuola trentina, (anche) alla luce delle recenti elezioni provinciali, non sono sembrate particolarmente promettenti e progressive: è anzi condivisa la sensazione che ci aspettino tempi duri e che ci si parino davanti battaglie importanti.
I temi sul tappeto sono tanti e la controparte agguerrita: occorre che SGST Fenalt compia un passo avanti decisivo, si dia un'organizzazione efficace e si metta in condizione di affrontare la sfida.
IV:Dunque... Tre cose, per il momento:1. ORGANIZZAZIONE: SGST avrà d'ora in avanti un direttivo interno: un gruppo ristretto, facilmente consultabile e convocabile, formato dai referenti di una serie di gruppi di lavoro che approfondiranno specifici ambiti professionali o particolari tematiche.
Si sono costituiti (per ora) i seguenti gruppi, che sono aperti alla buona volontà di chi auspicabilmente vorrà darci una mano:
- elementari: Raffaella Bertagnolli (da verificare Elisa Zancan)
- medie: Silvia Mondini, Mauro Nicolodi
- superiori: Sabrina Flessati, Max Pellegrini, Mattia Maistri (e un po' tutto il gruppo storico...)
- bes: Michela Nanut
- precariato "estremo": Alessandra Decarli, Marco Bottesi, Erica Schmidt
- pratiche di segreteria: Vito Mancino, Michele Vassallo, Serena Fait
- organizzazione e sistemi informatici: Marco Iacomino
- servizio statistica: Lorenzo Bonfatti
2. MASSA CRITICA: Alla fine del 2014 si rifaranno i conti per la rappresentatività: vogliamo avere i numeri per guadagnarci il diritto di sedere al tavolo delle trattative (e per questo avvieremo a breve una campagna di tesseramento), ma vogliamo soprattutto avere la preparazione, la competenza e l'organizzazione necessarie a incidere davvero e nel modo giusto nel sistema dell'istruzione Trentina.3. COMPETENZA: Stiamo organizzando un corso di formazione per i delegati e più in generale per gli iscritti - una serie di incontri con gli esperti - che si svolgerà nei primi mesi dell'anno: contratto, busta paga, diritti e doveri del docente, organizzazione e bilancio degli istituti... sono alcuni dei temi che ci piacerebbe approfondire: se ce ne sono altri che vi interessano, segnalateceli al più presto.V:Si è inoltre deciso di aggiornare, intensificare e potenziare le modalità, gli strumenti e la velocità della comunicazione: sia interna che esterna.- aggiustare e aggiornare l'indirizzario mail- rivitalizzare il blog- creare un vero e proprio sito web- intensificare il lavoro di informazione e controinformazione nelle scuole- Predisporre una sorta di sintesi di programma da affiancare al nostro manifesto politico: cinque, sei punti, massimo un decalogo che riassuma le nostre posizioni e proposte almeno rispetto ai temi più importantiVI:sembra tutto.
Ora al lavoro: tutto dipende da ciascuno noi!
E' IL MOMENTO
DI DIVENTARE PARTE
DI TUTTE LE COSE
salutinz e ag
martedì 5 novembre 2013
Assemblea
- presentazione nuovi iscritti e confluenza in SGST dei precari3fascia
- precari e nuove modalità di abilitazione e reclutamento (Tfa, Pas...)
- prospettive della scuola trentina (anche) alla luce delle recenti elezioni provinciali
- gruppi di lavoro specifici (per aree, ordini di scuola e problematiche)
- 'direttivo interno' Sgst
- attività future (tra cui: corso di formazione e campagna di tesseramento)
- proposte per prossime iniziative
- varie ed eventuali
lunedì 4 novembre 2013
servono i corsi online
«Abilitazione, servono i corsi online»
La richiesta alla Provincia dei 1.136 precari
«Al presidente Alberto Pacher abbiamo detto che l'attivazione di corsi online è l'unica soluzione per assicurare il diritto alla formazione di 1.136 insegnanti precari senza mettere in crisi l'organizzazione nelle scuole trentine».Alessandra Decarli , rappresentante degli Stati generali della scuola - Fenalt, descrive il percorso atteso dai docenti cui la Provincia ha negato il diritto a usufruire dei permessi straordinari di studio (le 150 ore) per partecipare ai percorsi abilitanti speciali (Pas) cui si sono iscritti. Sulla vicenda, cui si erano interessati anche inconsiglieri Sara Ferrari (Pd) e Claudio Civettini (Lega Nord), Pacher, interpellato dall'Adige dieci giorni fa, aveva assicurato l'impegno a individuare presto una via di uscita per garantire l'accesso ai corsi, che per i precari sono un tassello fondamentale per consolidare la graduatoria e sperare di arrivare prima o poi alla stabilità contrattuale.
«Il presidente della Provincia - spiega Decarli - ci ha anticipato che la giunta adotterà un provvedimento venerdì prossimo, nell'ultima seduta della legislatura. Noi chiediamo che sia una decisione utile concretamente a tutti i 1.136 insegnanti coinvolti, non un provvedimento parziale e poco più che cosmetico. In altre parole, non va nemmeno considerata l'ipotesi di declinare in un certo modo norme del tutto obsolete per concedere le 150 ore solo alla piccola minoranza che ha ottenuto una cattedra annuale fino al 31 agosto 2014, cioè poche decine di noi, perché per gli altri il contratto finisce prima. Coerentemente con le direttive ministeriali, disattese solo in Trentino, la frequenza dei Pas va invece assicurata a tutti: attivare corsi a distanza è l'unico modo per farlo senza provocare un terremoto organizzativo nelle classi. Oggi sarebbe impossibile, non avendolo programmato mesi fa, dare continuità all'insegnamento, se 1.136 maestri e professori fossero assenti ogni i venerdì e sabato per due anni. Per molti, oltretutto, i corsi si tengono fuori sede, negli atenei di Bolzano, Padova, Bologna, Milano».
La rappresentante dei precari ricorda che qualche ateneo italiano ha già programmato alcuni corsi online, in sintonia con gli enti locali. «D'altra parte - osserva - perché mai costringere i 25 mila iscritti ai Pas a girovagare, se si possono scegliere modalità molto meno dispendiose? Si risparmia in termini di tempo, denaro e disagio per tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dagli studenti. Dalla nostra Provincia ora ci attendiamo innanzitutto che riaffermi il nostro diritto alle 150 ore di permesso, procastini il termine dell'11 novembre per la presentazione delle relative domande e concordi con le università un piano operativo per l'accesso telematico ai Pas. Siamo lavoratori a tempo pieno, non supplenti dell'ultimo minuto. Abbiamo famiglia, non siamo alle prime armi e la maggior parte ha alle spalle almeno dieci anni di insegnamento precario nelle scuole trentine (il requisito per iscriversi ai Pas è di soli tre anni). Soprattutto per la scuola primaria, la situazione è surreale: non viene indetto un concorso dal 1998, nessuna Ssis dal 2004, nessun corso riservato, nessun Tfa ordinario, niente concorsone. Anche per questo poter seguire i Pas è particolarmente importante».
Per quanto riguarda la fruizione dei permessi se i corsi si terranno a distanza, Decarli spiega che si possono concordare procedure per conciliare le esigenze di studio e quelle degli istituti, ad esempio prevedendo la fruizione di un pacchetto settimanale, facilmente gestibile da chi deve programmare le sostituzioni in classe. Insomma, combinato il pasticcio, ci sono tutti i margini per riparare e venerdì ci attendiamo buone notizie».«Il presidente della Provincia - spiega Decarli - ci ha anticipato che la giunta adotterà un provvedimento venerdì prossimo, nell'ultima seduta della legislatura. Noi chiediamo che sia una decisione utile concretamente a tutti i 1.136 insegnanti coinvolti, non un provvedimento parziale e poco più che cosmetico. In altre parole, non va nemmeno considerata l'ipotesi di declinare in un certo modo norme del tutto obsolete per concedere le 150 ore solo alla piccola minoranza che ha ottenuto una cattedra annuale fino al 31 agosto 2014, cioè poche decine di noi, perché per gli altri il contratto finisce prima. Coerentemente con le direttive ministeriali, disattese solo in Trentino, la frequenza dei Pas va invece assicurata a tutti: attivare corsi a distanza è l'unico modo per farlo senza provocare un terremoto organizzativo nelle classi. Oggi sarebbe impossibile, non avendolo programmato mesi fa, dare continuità all'insegnamento, se 1.136 maestri e professori fossero assenti ogni i venerdì e sabato per due anni. Per molti, oltretutto, i corsi si tengono fuori sede, negli atenei di Bolzano, Padova, Bologna, Milano».La rappresentante dei precari ricorda che qualche ateneo italiano ha già programmato alcuni corsi online, in sintonia con gli enti locali. «D'altra parte - osserva - perché mai costringere i 25 mila iscritti ai Pas a girovagare, se si possono scegliere modalità molto meno dispendiose? Si risparmia in termini di tempo, denaro e disagio per tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dagli studenti. Dalla nostra Provincia ora ci attendiamo innanzitutto che riaffermi il nostro diritto alle 150 ore di permesso, procastini il termine dell'11 novembre per la presentazione delle relative domande e concordi con le università un piano operativo per l'accesso telematico ai Pas. Siamo lavoratori a tempo pieno, non supplenti dell'ultimo minuto. Abbiamo famiglia, non siamo alle prime armi e la maggior parte ha alle spalle almeno dieci anni di insegnamento precario nelle scuole trentine (il requisito per iscriversi ai Pas è di soli tre anni). Soprattutto per la scuola primaria, la situazione è surreale: non viene indetto un concorso dal 1998, nessuna Ssis dal 2004, nessun corso riservato, nessun Tfa ordinario, niente concorsone. Anche per questo poter seguire i Pas è particolarmente importante».Per quanto riguarda la fruizione dei permessi se i corsi si terranno a distanza, Decarli spiega che si possono concordare procedure per conciliare le esigenze di studio e quelle degli istituti, ad esempio prevedendo la fruizione di un pacchetto settimanale, facilmente gestibile da chi deve programmare le sostituzioni in classe. Insomma, combinato il pasticcio, ci sono tutti i margini per riparare e venerdì ci attendiamo buone notizie».
SGST: Il sindacato dentro la scuola
E' uscito in questi giorni il nuovo numero di Fenalt informa.
Qui sotto riportiamo l'articolo dedicato a SGST
SGST: Il sindacato dentro la scuola
Una ricerca dell'Ocse pubblicata in questi giorni (http://skills.oecd.org/OECD_Skills_Outlook_2013.pdf) ha mostrato che l'Italia è in fondo alla classifica che misura in 24 paesi le competenze degli adulti (tra i 16 e i 65 anni di età): non senza raccapriccio, vi si legge che il 70% degli italiani adulti non possiede le competenze linguistiche e di calcolo ritenute il minimo necessario per interagire in modo efficace nei contesti di vita e di lavoro.Basterebbe solo questo per capire quale fondamentale funzione sia chiamata a svolgere la scuola e quindi quale gravissimo spreco di energie e opportunità produca lo sfacelo in cui è ridotta la nostra scuola. Invece, a Trento come a Roma, ministri e assessori di ogni colore politico continuano a cantare le lodi del sistema, proprio mentre lo smantellano a colpi di riforme demenziali e soprattutto abbattendo sulla scuola pubblica la pesantissima scure dei tagli. Nella nostra Provincia, SGST-Fenalt continua a denunciare la pericolosità di questa deriva, innanzitutto rifiutando la logica aziendale che impone i tagli e ispira le cosiddette "riforme". E' fondamentale comprendere che si tratta di una battaglia culturale decisiva, non di una banale questione di bilancio: la scuola non può essere trattata alla stregua di un qualsiasi altro capitolo di spesa, perché la scuola è il luogo dove la cittadinanza, la libertà e l'uguaglianza assumono la loro forma più concreta attraverso l'educazione al pensiero critico e la costruzione dei valori collettivi. La scuola è il luogo dove la Costituzione si realizza. E' in questa prospettiva che deve essere letto anche il senso della battaglia più propriamente sindacale, che SGST-Fenalt conduce avanzando una proposta articolata e concreta per restituire alla scuola dignità ed efficacia, a partire dalla difesa della dignità degli insegnanti.La lotta contro il precariato è centrale e decisiva: di fatto, la scuola pubblica oggi funziona solo grazie allo sfruttamento illegittimo dei lavoratori precari, reso possibile da un decreto della Ministra Gelmini che pretende di escludere il settore dell'Istruzione dalle normative europee che prevedono l'assunzione a tempo indeterminato in caso di reiterazione di contratti a tempo determinato. SGST-Fenalt, al pari di altre organizzazioni, sta portando avanti un ricorso presso il Tribunale del Lavoro per ottenere il rispetto della norma, ma non si accontenta dell'azione giudiziaria: la difesa dei diritti di questi lavoratori invisibili è una questione politica. Per questo chiediamo innanzitutto che sia fatta chiarezza sui numeri. Grazie all'azione di SGST-Fenalt oggi è finalmente chiaro a tutti che in Provincia di Trento il precariato non è il marginale 4% sbandierato dall'Assessore, bensì un fenomeno impressionante che si attesta intorno al 25% degli insegnanti attivi.In particolare nell'ultimo anno, ci siamo impegnati per costruire un fronte comune tra le associazioni e organizzazioni dei precari, contrastando quella logica del dividi et impera che finora ha consentito a politica e sindacati di agire indisturbati e di difendere solo i privilegi. Ora i precari trentini sanno che c'è un solo sindacato che difende concretamente i loro interessi: gli Stati Generali della Scuola Trentina - Fenalt chiedono l'assunzione su tutti i posti disponibili sull'organico di fatto e l'apertura immediata di un tavolo tecnico (che coinvolga tutte le parti in causa) per la soluzione definitiva del problema del precariato attraverso un piano pluriennale di assorbimento delle graduatorie.Da sempre gli Stati Generali della scuola trentina hanno voluto proporsi come un sindacato diverso, capace di superare le logiche obsolete, e spesso compromesse, del sistema di rappresentanza sindacale così come è incarnato dai confederali. Un sindacato diverso perché fatto dagli insegnanti e con gli insegnanti, dentro la scuola, tra gli studenti, senza deleghe né apparati, lontano dalle dinamiche del potere. Quelle dinamiche che troppo spesso hanno condotto a decisioni scellerate, inseguendo un compromesso inevitabilmente sempre più al ribasso, con un unico esito possibile: danneggiare i lavoratori, i loro diritti e i loro interessi.Troppo spesso ci siamo sentiti ripetere che, quando si è al tavolo delle trattative, non ci si può illudere di fare i ‘duri e puri’ e bisogna ‘portare a casa’ dei risultati. Ebbene: i risultati, per la scuola trentina, sono sotto gli occhi di tutti. L’accordo sul taglio di 8,5 milioni di euro all’istruzione pubblica, per gran parte operati sul personale docente e Ata, tanto per fare un esempio; o la beffa del Foreg, ‘spacciato’ come una straordinaria opportunità e rivelatosi, invece, l’ennesimo pastrocchio a vantaggio di pochi; o, ancora, l’appoggio incondizionato, da parte delle sigle confederali e in particolare della Cgil, alle nuove modalità di reclutamento (a cominciare dal vergognoso ‘concorsone’ indetto da Profumo, per finire con i Tfa e, oggi, i Pas), che altro non sono che un modo per spillare migliaia di euro ad aspiranti insegnanti, illudendoli di poter avere un futuro stabile nella scuola quando invece, se la politica non cambierà rotta, potranno al massimo aspirare a essere precari a vita.Non sono questi, i ‘risultati’ che ci aspettiamo. Per questo, stanchi di tante vuote promesse, poco più di un anno fa abbiamo deciso di diventare un sindacato. Per riempire quel gigantesco vuoto lasciato da chi, anno dopo anno, tessera dopo tessera, si è dimenticato della ragione per cui è nato, del mandato che gli era stato affidato, preferendo lasciarsi irretire da altre prospettive e lasciandosi invischiare in pratiche che, oggi, sono purtroppo diventate consuetudine. Non siamo più disposti ad accettare che le decisioni riguardanti i lavoratori si prendano dentro le ‘segrete stanze’ del potere, tra un caffè e una pacca sulle spalle, lontani da occhi indiscreti, anziché a viso aperto, nelle assemblee; ci siamo stufati della retorica di chi, a parole, millanta di difendere gli interessi dei precari e poi, nei fatti, non solo non muove un dito, ma anzi, firma accordi che li indeboliscono ulteriormente; non tolleriamo più la disinformazione sistematica, la difesa dei privilegi e dei diritti acquisiti, che ha finito per demotivare anche molti di quegli insegnanti – e ce ne sono! – che credono ancora nel loro mestiere e si dannano l’anima ogni giorno per farlo al meglio.È contro queste consuetudini, contro queste modo distorto di fare sindacato, che Sgst-Fenalt si batte e continuerà a battersi, come ha sempre fatto: alla luce del sole, nelle aule scolastiche e per le strade, con voce sempre decisa e mai ipocrita o equivoca.Una sfida, questa, difficile, che richiede pazienza e tempi lunghi, ma di cui si cominciano a vedere i primi risultati tangibili: la base degli iscritti si sta consolidando, il consenso attorno a noi cresce di giorno in giorno e, a conferma di ciò, possiamo annunciare con grande soddisfazione che uno dei movimenti di insegnanti precari più attivi negli ultimi tempi, che agiva sotto la sigla “Gruppo precari3fascia-AdidaTN” ha deciso di entrare in Sgst-Fenalt, nella convinzione che unire le forze sia il solo modo per tentare di vincere la nostra battaglia.Molti progetti, inoltre, sono pronti a partire: dalla campagna di tesseramento a un corso di formazione sindacale per i nostri rappresentanti, fino alla ricerca di forme sempre più incisive ed efficaci di lotta e di ‘controinformazione’.Senza dimenticare che, a breve, avremo una nuova Giunta e nuovi interlocutori politici. Speriamo più seri dei loro predecessori e, soprattutto, più sensibili alle problematiche della scuola e di chi la vive ogni giorno.
NZ e AG
sabato 14 settembre 2013
venerdì 13 settembre 2013
sabato alle 17 in piazza DANTE
La Provincia Autonoma di Trento continua a mentire sulla reale entità del fenomeno del precariato nella scuola trentina e intanto sbandiera ai quattro venti le meraviglie della "grande rivoluzione tecnologica" degli SMS.
Gli Stati Generali della Scuola Trentina - Fenalt denunciano l'assoluta incompetenza dell'Assessore Dalmaso e di chi (esperti e dirigenti del Dipartimento Istruzione) ha improvvisato un sistema di reclutamento dei docenti inefficace e dannoso, senza dare istruzioni chiare alle segreterie e informazioni precise ai lavoratori, originando gravissimi spazi di arbitrio e casualità.
Tutto questo è solo l'ultima - l'ennesima - evidenza che la Provincia Autonoma di Trento paga la sua politica scolastica con la pelle di centinaia di insegnanti precari, finanziando privilegi, prebende e sprechi con lo sfruttamento dei lavoratori, attaccando sempre più a fondo loro diritti e negando la loro dignità di persone.
Contro questa politica incivile e vergognosa è tempo di alzare la voce:
gli Stati Generali della Scuola Trentina - Fenalt manifestano indignazione a fianco degli insegnanti precari e chiedono che si faccia chiarezza sui danni creati da questo sistema di reclutamento e si indichino le precise responsabilità politiche e tecniche.
martedì 10 settembre 2013
vedere gli invisibili!
sabato 7 settembre 2013
Ode alle competenze*
molto lontana dalla sapienza
e che non vivi
se resti senza.
Ma quante sono, le competenze?
Chi dice sei, chi dice due
chi afferma "in fondo, ce le ha anche un bue!"
che sa distinguer con precisione
quand'è il momento dell'erezione.
E lo comprende, per sua fortuna,
anche la vacca chiamata Luna,
che attende allegra, e un poco ansiosa,
che il bue suddetto la prenda in sposa.
Ma che vuol dire, in una parola,
aver competenze dentro la scuola?
Domanda infida e provocatoria
di qualche insegnante pieno di boria,
che non capisce - o non vuol capire -
ciò che è evidente e ovvio da dire:
aver competenze, miei cari amici,
significa esser studenti felici,
che con il termine "competenze"
vedono colmate le proprie carenze.
E quando è ora di uscir da scuola
hanno imparato una cosa sola:
se nella vita non vuoi tribolare,
non conta quel che sai,
ma quel che dici di saper fare!
Anonimo (incompetente)
* Ispirata dalle indimenticabili e profondissime riflessioni sulle competenze emerse durante il corso per neoassunti in ruolo
venerdì 6 settembre 2013
Su gentile concessione di Marco Mazzucchi, insegnante precario
L'Italia e la frontiera americana
“Questa mattina mi son svegliato…” e a questo punto credo che qualsiasi italiano, riuscirebbe a continuare da solo. Ma invece di dire “oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao” io vorrei dire che mi son sentito una vacca. Quindi son andato allo specchio e mi son guardato. Per fortuna, non c'erano né corna, né pelo, né tantomeno la coda. Meno male sono ancora un essere umano, ho pensato. Tuttavia, una vacca mi sento lo stesso. Tre ore, sei ore, quindici ore, chi offre di più? Insegnante all'asta, chi offre di più? Sembra quasi il mercato delle vacche del tempo della frontiera americana. Ho ricevuto il famigerato messaggino dalle scuole. Una scuola offre un incarico di tre ore a settimana, un'altra ne offre uno da sei e un'altra ancora ne offre uno da quindici. Dunque tutte le scuole offrono, ma in realtà non offrono nulla di concreto. In realtà è tutto aleatorio. Le scuole chiamano e verificano la disponibilità ad accettare un incarico per un per numero di mesi. Ma l'offerta non è concreta, è solo teorica, seppur vincolante. Nel senso che tu insegnante una volta che hai detto di sì, sei obbligato ad accettare. E lo fai al buio. Non puoi sapere entro le nove del giorno dopo, se qualche altra scuola, potrà offrirti di meglio, ma la scuola potrà accettare il prossimo in graduatoria che viene prima di te e tu come fai a sapere chi sarà il qualcun altro prima di te? Rischi quindi di accettare più proposte, perchè non hai la sfera di cristallo. Chi ti dice oggi, chi ti ingaggerà domani o la settimana prossima? Nessuno! Per cui ovviamente cos'altro puoi fare? Tieni varie porte aperte e poi valuti chi offre il miglior incarico, in funzione soprattutto della tua condizione economica, di questi tempi sempre più critica. Quest'anno la tua dichiarazione di disponibilità è vincolante. Se per caso accetti da una parte, perchè non hai la sfera di cristallo per prevedere cosa ti offriranno domani e poco ti sembrava meglio di niente, rinunci dall'altra perchè le ore sommate ti offrirebbero un incarico che sarebbe al di là delle tue facoltà umane di sostenere, anche considerando l'eventuale corso di abilitazione che dovrebbe aver luogo prima o poi nell'arco di quest'anno scolastico (ma ancora nulla è certo, ovviamente). Tutto è sempre molto aleatorio. D'altronde questo è il bel paese, no? Vieni depennato dalla graduatoria e non lavori più per tutto l'anno presso le scuole, che ti hanno contattato.
Un modo ci sarebbe di verificare la tua probabilità di venir ingaggiato. Controllare il sito di ogni singola scuola del trentino in cui sei inserito in graduatoria e verificare la tua posizione. Per gioia di tutti coloro i quali, pur non conoscendo la bella lingua e i bei costumi del paese d'oltre manica, si ostinano a mescolare l'inglese con l'italiano, ciò sarebbe un cosiddetto “lengthy and untruthful process”. Scommettiamo però, che anche dopo aver controllato tutti i siti delle varie scuole, non si riuscirebbe comunque ad avere una fotografia al 100% attendibile della situazione e quindi bisognerebbe sempre tirare a indovinare? Ma voglio dire noi siamo insegnanti e non navigatori di siti. Io devo investire il mio tempo, nel mio caso specifico, nel diventare sempre più bravo come insegnante di inglese e tedesco e non come navigatore di siti delle scuole del trentino, per capire se quest'anno lavorerò o se morirò di fame... Non devo sprecare tutti i miei anni spesi in Gran Bretagna, Germania e Austria a perfezionare la lingua a formare nella mia mente un metodo di acquisizione della lingua, per poi buttar via il mio prezioso tempo a navigare in rete per capire chi potrebbe offrirmi un incarico in questo pseudo mercato dei bovini...
Genitori, docenti precari e non unitevi tutti e invece di andare in piazza a festeggiare perchè l'Italia ha vinto, tanto il giorno dopo il sistema Italia, cavalcando l'euforia del momento, si inventerà qualche balzello da accollarci, cominciate a unirvi a noi per chiedere un sistema Italia più giusto per i vostri figli e per voi... Pensate a come funzionano meglio le cose in Gran Bretagna.. Pensate a come tutta questa confusione non esista in Gran Bretagna e perchè...

