sabato 1 settembre 2012

Bisogna esserci ed esserci in tanti


L’estate sta finendo, canterebbero quei due di una canzonetta che i vituperati precari storici hanno l’età per ricordare. Io l’ho trascorsa in vigilanza silenziosa e ora mi pare che sia arrivato il momento di ribadire con voce forte e chiara alcune posizioni. L’ennesimo articolo a metà tra il vacuo e l’offensivo che ho letto questa mattina è stata solo una modesta miccia di innesco.  
Per chiarezza inizio specificando che non sono più precaria da diversi anni, ma sono profondamente indignata per l’arroganza e la mancanza di rispetto con cui vengono trattati i miei colleghi che ancora lo sono, oltre che per il grave pressapochismo con il quale si sta facendo a pezzi l’Istituzione nella quale lavoro con impegno e convinzione da vent’anni. Parlare di scuola a prescindere dalla componente docente è assurdo e grottesco come lo sarebbe magnificare automobili senza motore né ruote. Insegnanti e alunni sono davvero gli unici ingredienti  dei quali il sistema scuola non potrà in nessun caso fare a meno, pena l’annullamento  del concetto stesso di scuola.
I docenti che attualmente insegnano come precari sono circa il 20% dell’organico complessivo impiegato e, dunque, sono necessari al sistema scolastico provinciale. Senza di loro le scuole trentine (ma vale anche per il resto d’Italia, naturalmente) non sarebbero assolutamente in grado di funzionare normalmente. Questo solo per chiarire che  l’ Istituzione non concede loro improbabili favori, facendoli lavorare.  Detto ciò, mi riesce inevitabile notare come l’accorato discorsetto riminese del  ministro Fornero su come i datori di lavoro debbano avere a cuore il “capitale umano” di cui dispongono e con il quale operano, non trovi il minimo riscontro in una delle Istituzioni dello Stato che da ogni parte si fa a gara a definire come strategica e fondamentale:  la scuola. Gli insegnanti, generalmente considerati accidiosi, un po’ supponenti e comunque  privilegiati, vedono ulteriormente diminuire la considerazione (!) di cui godono se sono precari.
 Invece andrebbe ribadito che tutti quelli che sono inseriti nelle discusse graduatorie a esaurimento hanno ovviamente i titoli di studio necessari per l’accesso alla professione; hanno conseguito l’abilitazione all’insegnamento vincendo concorsi (beffardamente definiti “a cattedre”) banditi dallo Stato Italiano; in molti casi hanno anche all’attivo specifici corsi di specializzazione post laurea di durata biennale (con frequenze obbligatorie, esami nelle varie discipline ed esame di stato finale, oltre a svariati tirocini sul campo); hanno molti anni di esperienza diretta di insegnamento;  hanno pure un consistente e costante bagaglio di aggiornamento professionale all’attivo, data la natura altalenante e mutevole dei loro incarichi che li porta a lavorare di volta in volta in realtà differenti. Infine, hanno certo una buona dose di autentica motivazione personale, altrimenti non si vede come potrebbero continuare a insegnare nonostante tutto quello a cui sono costantemente sottoposti.
Se si considerano anche solo sommariamente questi pochi ma sostanziali elementi, è chiaro come l’intero discorso imbastito dal nostro assessore Dalmaso e dal nostro ministro Profumo risulti inaccettabile essenzialmente per due ordini di ragioni: il primo afferente al rispetto per le persone e il secondo agli obbiettivi da perseguire. Nessun’altra istituzione, organizzazione, ditta o società, sia  pubblica che privata, si permette di trattare così i suoi dipendenti perché non ne avrebbe nessuna convenienza (che senso potrebbe mai avere eliminare personale  specializzato  ed efficiente per rimpiazzarlo con altro ancora del tutto da formare?).  Quanto al disegno complessivo e agli obbiettivi che si prefigge, è facile immaginare come non possano essere  nulla di lusinghiero. Una scuola che miri a valorizzare i punti di forza e a ovviare ai punti di debolezza non comincerà certo a  muoversi eliminando professionisti attivi, motivati e competenti.
La stessa logica che oggi falcia senza pudore i colleghi precari è quella che guida il tentativo sempre più evidente di appiattire la realtà articolata e ricca del sistema scuola in una serie di check-list  e luoghi comuni che rendano standardizzate e intercambiabili realtà che per loro natura non lo sono affatto. Mi viene in mente Einstein che, a proposito di formazione e istruzione,  parlava della centralità dell’immaginazione e dei risultati inevitabilmente deludenti se ci si ostina a voler valutare  minuziosamente i pesci per le loro “competenze” nello scalare gli alberi…
Insomma, scrivo queste righe perché ritengo davvero cruciale per la scuola nel suo complesso il momento che stiamo vivendo. L’obbiettivo del sedersi al tavolo della trattativa sindacale sarà forse troppo ambizioso per quest’autunno, ma è comunque necessario prendere posizione esplicita e riflessiva. Quindi coraggio.  A giorni ci saranno le prime riunioni e ci sarà modo per cercare di fare partecipi quanti più colleghi possibile, anche se è facile immaginare che possano essere piuttosto recalcitranti e distratti.  
La posta in gioco è alta e riguarda la scuola nel suo complesso. In questo quadro la vertenza (peraltro sacrosanta!) dei precari  è soltanto uno degli  elementi significativi, anche se al momento è quello con più visibilità e anche quello più strumentalizzato dagli slogan di regime.  Per noi può essere un punto concreto da cui partire per esprimere chiaramente il nostro dissenso costruttivo e le nostre proposte alternative
L’ormai diffuso culto del Mercato, fatto di abbondanti sacrifici umani sugli altari dedicati allo spread e di reiterate penitenze praticate con ostinazione davanti ai sacerdoti del rating nella speranza di un vaticinio comprensibile, ha avvolto nelle sue spire anche la Scuola e la sta massacrando con colpi secchi e ben assestati, però sapientemente camuffati da una campagna mediatica che li presenta come desiderabili, adeguati e moderni interventi di lifting.
Precari e non affiancati per un’unica Scuola. Quella che da anni costruiamo insieme tutti i giorni nelle aule. Quella che ha al centro le persone. Quella che guarda al futuro. Quella che vola alto in modo ambizioso, ma non velleitario. Può bastare?
Bisogna esserci ed esserci in tanti per far sentire la voce vera della Scuola, quella impegnata, qualificata e sicura delle mete sostanziali e sostanziose che si prefigge.
Ho scritto queste righe per fare il punto nella mia testa in previsione delle discussioni dei prossimi giorni con i colleghi. Ho tralasciato i mille riferimenti possibili alle raccapriccianti situazioni specifiche per cercare di fare spazio alle tensioni ideali; perché credo che dalla condivisione delle questioni di fondo si possa partire per sbrogliare la matassa delle contingenze. Non so se queste riflessioni possano servire a qualcuno di voi. Fatene l’uso che vi sembra più sensato.
Allego per chi ne avesse voglia un piccolo saggio che poco più di dieci anni fa (nel 2000) Lucio Magri scriveva sulla scuola. E’ una analisi fine e precisa, ancora di schiacciante attualità. (clicca qui)
Vado a cucinare i fagioli e il riso per pranzo. Un sorriso a tutti.
Patrizia Imperio

venerdì 31 agosto 2012

Evviva Profumo: assunzioni, merito, ricchi premi e cotillon!

http://scuola.usb.it/index.php?id=20&tx_ttnews[tt_news]=47369&cHash=e7f99a2dc4&MP=63-1027

Questo è il link al caustico commento dell'USB (Unione Sindacale di Base) sul nuovo "concorsone": da non perdere, per farsi finalmente un'idea chiara di quale enorme presa in giro ci stiano apparecchiando...


lunedì 27 agosto 2012

per quale motivo, assessore?


(su l'Adige di oggi)
Per quale motivo la Provincia non assume in ruolo tutti gli insegnanti precari che da anni lavorano “stabilmente” nella scuola trentina, con contratti a tempo determinato che si susseguono uno dopo l’altro? E perché tale motivo non è ancora mai stato esplicitamente né pubblicamente reso noto? È su questi interrogativi, secondo Sgst-Fenalt, il neonato sindacato degli Stati Generali, che bisognerebbe incalzare l’assessore Marta Dalmaso, anziché dividersi in sterili polemiche tra chi sostiene che le recenti immissioni in ruolo in provincia di Trento siano un ottimo risultato rispetto al resto d’Italia, e chi invece si dichiara tutt’altro che soddisfatto.
«La richiesta di assunzione immediata su tutti posti oggi effettivamente disponibili, calcolati sull’organico di fatto anziché su quello di diritto, costituisce la nostra priorità assoluta, a maggior ragione dopo l’annuncio di un nuovo concorso», dichiarano Alessandro Genovese e Nicola Zuin, portavoce di Sgst-Fenalt. «Qui non si tratta di fare confronti con il resto d’Italia, né di elemosinare qualche cattedra in più, ma di ammettere finalmente ciò che l’assessore Dalmaso, con la complicità di parte dei sindacati, ha sempre negato: l’esistenza, anche nella scuola trentina, di un tasso di precariato strutturale (pari al venti per cento)». Secondo SGST-Fenalt, una soluzione al problema degli insegnanti precari non è più procrastinabile: «di nuovo sollecitiamo l’Amministrazione ad aprire immediatamente un tavolo di confronto pubblico. Se l’Assessore continua a far finta di nulla, siamo pronti a portare in piazza tutti i precari del Trentino».
Gli Stati Generali stigmatizzano inoltre le recenti affermazioni della segretaria della Cgil scuola Gloria Bertoldi, che auspica l’introduzione di «un nuovo modello di reclutamento del personale docente che preservi i diritti di chi è oggi in graduatoria, ma che sappia offrire anche a chi consegue l'abilitazione all'insegnamento, la possibilità di essere immesso in ruolo sulla base del merito e delle competenze, non solo dell’anzianità di servizio». Affermazioni, secondo Sgst-Fenalt «molto offensive nei confronti dei tanti precari da anni in attesa di una stabilizzazione, perché fondate sull’idea - inaccettabile - che i docenti inseriti in graduatoria vantino soltanto anzianità di servizio e perciò avanzino pretese illegittime. Gloria Bertoldi dovrebbe ricordarsi che chi è inserito nelle Graduatorie Provinciali per Titoli ha dovuto a sua volta abilitarsi per potervi accedere e aspirare a supplenze e posti di ruolo. Tali docenti, oltre all'anzianità di servizio, hanno anche titoli qualificati - acquisiti in base al merito - e competenze specifiche, verificate e valutate tramite concorso e maturate sia attraverso la frequenza di scuole di specializzazione, sia attraverso la pratica concreta di insegnamento. Che adesso tali titoli vengano sminuiti e svalutati è avvilente e vergognoso».

lunedì 13 agosto 2012

Fenalt protesta, CGIL soddisfatta.

Il Trentino, 10 agosto 2010

LA PROTESTA
Fenalt: «Troppo pochi i posti di ruolo per gli insegnanti»




TRENTO. I precari della scuola protestano per l'esiguo numero dei posti messi a ruolo: 168 contro i 232 dello scorso anno. «I precari in Trentino - spiegano Alessandro Genovese e Nicola Zuin degli Stati generali della scuola trentina Fenalt - sono 1548. Quest’anno alle scuole superiori sono state concessesoltanto 41 cattedre a tempo indeterminato, un numero molto inferiore rispetto alle promesse fatte dall’assessore provinciale all’istruzione Dalmaso, lo scorso anno». 
Secondo i sindacalisti, facendo i conti non sull’organico di diritto, ma di fatto, il 20% dei posti sono coperti dai precari con contratti annuali o a chiamata del dirigente scolastico. «Non è affatto vero - proseguono Genovese e Zuin - che i precari della scuola sono solo il 5%, come dice l’assessore provinciale, sono molti di più. L’anno scorso ci era stato promesso che sarebbe stato coperto il 110% dei posti, in realtà i posti sono stati inferiori a quelli del 2011».
Ieri i sindacalisti hanno fatto un blitz nell’ufficio della Dalmaso, senza trovarla. «La nostra è stata un’azione dimostrativa, chiediamo che l’assessore e il presidente Dellai, non nascondano il problema dei precari della scuola, ma lo affrontino in un tavolo tecnico e pubblico che coinvolga chi nella scuola lavora tutti i giorni».
Soddisfatta al contrario la Flc Cgil, per la stabilizzazione di 168 docenti, che fino allo scorso anno, hanno lavorato con contratti a termine, «La nostra priorità è giungere alla copertura di tutto l'organico di diritto con personale stabile. Oggi il grado di copertura con docenti di ruolo si attesta in media sopra il 96%. E noi sosteniamo la necessità di arrivare al 100%», ha detto Cinzia Mazzacca della Flc Cgil del Trentino.

ya basta!

L'Adige, 10 agosto 2012


giovedì 9 agosto 2012

C’è chi dice no!


C'è CHI DICE NO!

NO ALLA precarizzazione della scuola
Sì ALL’assunzione immediata su tutti i posti disponibili 
sull’organico di fatto

Nonostante le dichiarazioni entusiastiche dell’Assessore e l’appoggio incondizionato dei sindacati confederali, emerge sempre più chiaramente la volontà di questa Giunta Provinciale di precarizzare la condizione dei docenti riducendo drasticamente l’organico di ruolo.

SGST-Fenalt ricorda alcuni numeri significativi:

  • 20%: la percentuale di precari nell’organico di fatto. Significa che un quinto dei docenti delle scuole trentine ha un contratto a tempo determinato. 
  • 1548: gli insegnanti precari iscritti in graduatoria. Di questi, 577 insegnano “stabilmente” da oltre dieci anni senza vedersi riconosciuta alcuna garanzia e in totale assenza di prospettive certe
  • 168: il numero di immissioni in ruolo nel 2012. Con questi numeri l’assessore non mantiene nemmeno la promessa fatta l’anno scorso di coprire al 100% i posti disponibili allora calcolati (357);
  • 99: le cattedre liberate dai recenti pensionamenti

Noi denunciamo e rifiutiamo questa logica e ribadiamo inoltre che:

  • i posti “disponibili” sono calcolati dalla PAT sull’organico di diritto e sulla base di coefficienti arbitrari e astratti, ben lontani dalla sostanza dei fatti 
  • i nuovi criteri adottati per decidere il numero di immissioni in ruolo su ogni singola classe di concorso - concordati con i sindacati - sono poco trasparenti e non rispondono alle reali esigenze delle scuole
Da tempo rivendichiamo la centralità strategica della scuola pubblica e per questo sosteniamo che l’assunzione in ruolo su tutti i posti disponibili sull’organico di fatto sia il primo indispensabile passo per un serio progetto di riqualificazione della scuola trentina.

SGST-FENALT SOLLECITA UN SERIO CONFRONTO SUL PRECARIATO NELLA SCUOLA TRENTINA E CHIEDE FORMALMENTE ALLA GIUNTA PROVINCIALE L’ISTITUZIONE IMMEDIATA DI UN TAVOLO DI DISCUSSIONE CHE COINVOLGA L’ASSESSORATO E LE PARTI SOCIALI!

giovedì 19 luglio 2012

Le promesse non ci bastano

Su L'Adige di oggi a pagina 20:



e questo è il nostro comunicato



Ancora la mannaia della Giunta sulla scuola trentina

Di fronte alle recenti immissioni in ruolo annunciate dall’Assessore all’Istruzione Marta Dalmaso, Sgst-Fenalt denuncia con forza la volontà di questa Giunta Provinciale di ridurre drasticamente l’organico di ruolo e quindi di precarizzare progressivamente la condizione dei docenti, con conseguenze drammatiche sulla continuità didattica e sulla qualità della formazione degli studenti.

A dimostrazione di tale volontà, basta un confronto con l’anno scorso, quando le immissioni in ruolo furono complessivamente 232, a fronte delle 168 di quest’anno (per l’intera scuola superiore soltanto 41, nel 2011 furono il doppio, 83). Numeri, quelli del 2011, che erano stati giudicati insufficienti dai sindacati, tanto da indurli a chiedere all’Assessore – informalmente e al chiuso delle segrete stanze, come d’uso – di “promettere” che per quest’anno sarebbero stati coperti il cento per cento dei posti disponibili allora calcolati (357). Una promessa evidentemente non mantenuta da Dalmaso, che ha tuttavia ricevuto il plauso della “Trimurti” confederale (con la consueta, parziale eccezione della Uil) per aver fatto “il meglio possibile in questa fase”.

Tali numeri, calcolati sulla base di coefficienti astratti, ben lontani dalla sostanza dei fatti, sono ancora meno comprensibili se messi in relazione con quelli delle graduatorie permanenti e con i posti banditi per l’abilitazione di altri nuovi docenti attraverso il Tirocinio Formativo Abilitante: per fare un esempio, nella classe A051 (italiano e latino) in graduatoria ci sono 55 docenti abilitati, non è prevista alcuna assunzione, ma sono stati banditi 10 posti di tfa. Come spiega l’Assessore questa contraddizione? Dobbiamo pensare che stia riservando le cattedre per docenti non ancora abilitati, più giovani e più docili? O che invece li stia illudendo, promettendo posti che in realtà non esistono?

Non dimentichiamo, infine, che, grazie ai recenti pensionamenti, la disponibilità di cattedre, stando a quanto riportato dagli organi di stampa, risulta incrementata di altre 99 unità. Eppure, questo governo provinciale persevera nella propria politica di sfruttamento degli insegnanti precari: 1548 persone (pari al 20 per cento del totale dei docenti) iscritte in graduatoria, un terzo delle quali (577) da oltre dieci anni presente in classe, ma sempre con contratti a tempo determinato. Che fine faranno questi insegnanti, che lavorano in perenne e logorante attesa dell’assunzione in ruolo?

Ci domandiamo se questa ennesima mannaia sulla scuola pubblica sia parte di un lucido progetto suicida che l’Assessore e la Giunta stanno perseguendo per la nostra Provincia, o se invece - ancor più pericolosamente - sia solo il risultato di una grave miopia e di una irresponsabile incompetenza.

Sgst-Fenalt, nel nome della centralità della scuola pubblica, rivendica l’assunzione in ruolo su tutti i posti disponibili sull’organico di fatto, e chiede inoltre un confronto pubblico con l’Assessore perché chiarisca, una volta per tutte, la posizione della Giunta, e anche del partito a cui appartiene, il Pd, in merito alle politiche che intendono adottare per l’istruzione trentina.


Trento, 16 luglio 2012

martedì 12 giugno 2012

L'assemblea ...per chi se l'è persa

di Patrizia Imperio

E’ nato, è nato; anche se forse non proprio in un prato. C’è la sigla, ci sono i primi tesserati e, soprattutto, ci sono un sacco di argomenti. Senti qui.


Gli Stati Generali della Scuola Trentina hanno preso le mosse ormai qualche tempo  fa (2009) da un certo sconforto acuito dalle “Iniziative Innovative” di cui tutti, ormai,  sappiamo almeno in parte per esperienza diretta. Il movimento che dava voce al disappunto e che intendeva dare corso a una fase propositiva si è evoluto e ne è nato un vero e proprio sindacato. Riassunto: la fase propositiva è cominciata.
L’intento di fondo è uno solo: essere dentro la scuola in modo diretto e concreto. Questo in una scuola che intendiamo pubblica, inclusiva e laica; centrale e strategica; democratica e trasparente; autonoma e aperta. Cioè una scuola che sia autentico “organo costituzionale”, per dirla con il citatissimo Calamandrei.L’analisi della situazione attuale e delle prospettive per un futuro di medio termine pongono l’accento su alcuni elementi principali poco incoraggianti. L’azione politica autoritaria che sta agendo sulla scuola sembra muoversi con logica sostanzialmente aziendalistica e con il tentativo di privatizzare sempre più le relazioni.  Sono evidenti fin d’ora le ricadute  pesanti su studenti e  insegnanti. La nostra intenzione è di cambiare l’orientamento pedagogico per una scuola che possa essere davvero fondamentale e imprescindibile per il futuro del suo Paese.



Le richieste che intendiamo avanzare sono di diverso ordine, ma tutte centrate sulla sostanza dell’Istituzione nella quale crediamo e per la quale lavoriamo con passione.  L’intento è alto, ma non utopico; richiede impegno e coraggio, ma tra i prerequisiti non figura neanche in minima parte la propensione alla santità e al martirio. Bastano la solita ”legge morale dentro di me” e il sempre efficace “cielo stellato sopra di me” uniti a una modica quantità di disponibilità a mettersi in gioco . Insomma, è roba per insegnanti normali. Per persone normali.Ci stiamo organizzando per aiutarci a vicenda a conoscere concretamente, al di là di stereotipi e semplificazioni, i vari ordini di scuola. Gli insegnanti della primaria di primo grado guideranno con pazienza e buona volontà al suo interno i colleghi della secondaria e viceversa.



In autunno, poi, intendiamo portare al nostro Assessore di riferimento le molte proposte concrete che già abbiamo e che vorremmo finire di mettere a punto con l’aiuto di quanti più insegnanti possibili. Se per novembre riuscissimo a raggiungere i 250 iscritti potremo addirittura sedere al tavolo delle trattative per i prossimi tre anni; tre anni cruciali, adesso che soffia questo vento di novità. Se non dovessimo raggiungere la quota, faremo comunque le nostre proposte di rinnovamento della scuola. Avranno meno forza istituzionale, ma non per questo resteranno senza voce.



Adesso un paio di notizie di bieca pratica. Perché Fenalt? Perché è un sindacato di consolidata esperienza, ma dall’apparato molto snello che ci offre un appoggio logistico e organizzativo importante e ci garantisce piena  autonomia di azione. Perché lo fa? Perché è sindacato piuttosto forte negli enti locali e nella sanità (in Trentino 2000 iscritti), ma completamente estraneo al comparto scuola, al quale darebbe volentieri un’occhiata. Quanto costa tesserarsi? Il 30% in meno degli altri sindacati (cfr apparato molto snello di Fenalt). Ci sono vantaggi da riscuotere “pochi, sporchi e subito”? Un paio ci sono: assistenza gratuita per la presentazione della dichiarazione dei redditi; assicurazione integrativa di responsabilità civile che copra  il caso di colpa grave; intervento economico del sindacato che contribuisca ad abbattere i costi per la doppia iscrizione di chi fosse vincolato ad altro sindacato per ragioni di ricorsi non conclusi o di deleghe firmate per un periodo prestabilito. In più qualche altro piccolo benefit di contorno che scoprirai nell’allegato  alla comunicazione di avvenuta iscrizione.Per andare lontano occorre comunque cominciare facendo il primo passo.Hai voglia di farlo insieme a noi?Maggiori informazioni sumail: scuola.trentina@gmail.com        


Servono i numeri

carissimi,

se vogliamo che SGST-Fenalt possa essere convocato al tavolo sindacale c'è bisogno di raggiungere la cosiddetta soglia di rappresentatività. Tradotto: dobbiamo avere i numeri.

E' importante che ognuno di noi - soprattutto chi ha da sempre condiviso le nostre battaglie - possa concretizzare il proprio supporto iscrivendosi a SGST Fenalt e magari facendolo conoscere ai colleghi della propria scuola o ad altri amici insegnanti.

E' molto semplice, basta scaricare uno dei moduli qui sotto, compilarlo.
(come indicato, una copia va spedita a Fenalt, l'altra metà consegnata alla segreteria della vostra scuola. Potete anche mandare tutto a Fenalt: penseremo noi a inoltrare la copia all'amministrazione)

Se non siete già iscritti a nessun sindacato oppure se volete rinunciare a una precedente iscrizione qui potete scaricare il modulo che fa per voi :

Se invece volete mantenere anche l'iscrizione a un altro sindacato (per esempio nel caso vi stia assistendo in un contenzioso) il modula da compilare è questo:

Se avete necessità di qualsiasi chiarimento, anche rispetto alle condizioni di iscrizione e ai servizi offerti da SGST-Fenalt, fate pure riferimento ai soliti indirizzi e numeri:

tel. 0461/402141 
fax. 0461/822430
mail: scuola.trentina@gmail.com  oppure segreteria@fenalt.it
blog: http://scuolatrentina.blogspot.it/
web: www.fenalt.it


FENALT, Via Leopoldo Pergher, 16 - Trento (TN) 38121

Ciao a tutti,
nz e ag 






I più arrabbiati

Sull'adige di oggi... a pagina 23