giovedì 26 agosto 2010

Cahier de doléances

L'anno scolastico non è ancora cominciato e già i motivi per denunciare la totale disorganizzazione del sistema trentino si affastellano: il caos delle graduatorie, i ricorsi che bloccano le convocazioni, le cattedre che appaiono e scompaiono, la scandalosa assenza di trasparenza nell'amministrazione, l'imbarazzante incapacità dell'assessorato di rispondere alle domande e alle esigenze di docenti, presidi, segreterie e studenti, la preoccupante navigazione a vista dei massimi dirigenti della sovrintendenza, la vuotezza desolante dei proclami dei superpagati consulenti, la criminosa incertezza del diritto che proietta un'ombra letale su tutto il sistema...

Tutto questo continua a ricadere sulla testa degli studenti, dei docenti, dei presidi: è la scuola reale che continua a pagare il caro prezzo dei danni provocati da chi fa della scuola soltanto strumento di clientelari logiche di potere e di miopi politiche di risparmio.

Gli Stati Generali denunciano da mesi la gravità di questa situazione e intendono continuare a smascherare le responsabilità di questo premeditato assassinio della scuola pubblica.

Inizia l'anno scolastico: 

parte l'operazione 

Cahier de doléances

Raccontateci le ingiustizie di cui siete vittime, le pratiche poco chiare di cui vi siete accorti, i conti che non tornano, i favori agli amici degli amici, le incongruenze, le contraddizioni, le carenze, gli abusi, gli sprechi.

Lasciate un commento a questo post o mandate una mail a scuola.trentina@gmail.com

Presenteremo il conto... e chi rompe dovrà pagare i danni!


SGST

lunedì 23 agosto 2010

fantasmi


Che i precari siano dei fantasmi... purtroppo lo sapevamo. Ma che anche le cattedre siano della stessa ectoplasmica sostanza ci sorprende: dove sono finite tutte le cattedre che erano disponibili qualche giorno fa e ora non ci sono più?

Sulla 037, per esempio, a fronte di qualche cattedra nuova (Cles, Borgo), si sono infatti smaterializzate troppe cattedre rispetto ai quadri pubblicati (2 al Prati, 2 a Tione, 1 a Pozza, 1 a Mezzolombardo, 14 ore a Rovereto, il DaVinci passa da 22 ore a 13): sono stati due soli, infatti, i passaggi di ruolo e due le riconferme annuali (Tione e Pozza) e  non ci risultano movimenti da altra provincia su questa classe di concorso.

Ci sono altri casi simili?
Qualcuno sa risolvere il mistero?

AIUTOOOO i FANTASMI!

domenica 22 agosto 2010

diecimila

Il blog degli Stati Generali 
della Scuola Trentina 
ha superato oggi
 la soglia dei diecimila clik!

grazie a tutti!
avanti così.

paragoni impropri: rifacciamo i conti?



Scuola e convocazioni, pressing della Cgil
TRENTO - «Se la necessità è quella di coprire il maggior numero di posti possibile con personale a tempo indeterminato, occorre ridurre il numero di cattedre disponibili temporaneamente che, ad oggi, risulta essere ancora inspiegabilmente troppo elevato. Ciò è testimoniato anche dal fatto che nelle graduatorie di ogni ordine e grado si trovano precari con quindici o venti anni di servizio alle spalle». L'appello è della Cgil. Che chiede alla Provincia di regolarizzare con contratti a tempo indeterminato la posizione dei precari «storici». Quegli insegnanti, cioè, che da anni prestano servizio nel mondo della scuola trentina con contratti a scadenza. E la Provincia? «L'amministrazione si è presa l'impegno di analizzare tale situazione e di dare una risposta entro qualche mese», fa sapere ancora la Cgil nella nota datata 18 agosto e pubblicata sul sito internet della confederazione sindacale. Anche i precari degli Stati Generali della scuola trentina, giusto tre giorni fa, sono intervenuti sull'argomento: «È notizia di questi giorni che in Italia ci saranno 10mila nuove assunzioni: pochissime, se si pensa che due anni fa furono 50mila. Ma almeno è qualcosa, rispetto al Trentino: infatti nella ricca autonomia nostrana non ci sarà nessuna immissione in ruolo quest'anno. Come mai signora Dalmaso?», chiedevano gli Stati Generali che per mesi hanno denunciato tagli alle cattedre. «Qualcosa si è mosso a livello nazionale perché si partiva da un livello di copertura dei posti in organico molto più basso di quello che c'è in Trentino, dove siamo attorno al 93% della copertura sulle cattedre - dice l'assessore provinciale all'Istruzione Marta Dalmaso -. Per cui non si facciano paragoni di questo tipo perché sono veramente impropri». 
J.V.
(Articolo completo sull'Adige in edicola)



sabato 21 agosto 2010

onda rossa




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oppure manda una mail a scuola.trentina@gmail.com

caos

Assegnazione cattedre, a scuola è un vero caos

TRENTO - La mattinata negli uffici ai piani alti dell'assessorato all'Istruzione, ieri, è stata parecchio intensa. Anzi, frenetica. Nel giro di 24 ore, sul tavolo della dirigente del Servizio risorse umane Maurizia Zadra, è arrivata la notizia che presso gli uffici del Tar erano stati depositati tre ricorsi (uno il 18, uno il 19 ed uno il 20 di agosto) che rischiavano di bloccare le convocazioni dei docenti che sono cominciate proprio ieri mattina all'assessorato all'Istruzione in via Gilli. Dove si assegnavano incarichi a tempo determinato (le immissioni in ruolo a tempo indeterminato sono bloccate per la questione legata ai punteggi di continuità).
I ricorsi sono stati promossi da tre insegnanti che a vario titolo contestano di essere stati penalizzati in graduatoria dalla mancata attribuzione di punteggi derivanti dalla frequentazione della Siss, la Scuola per l'abilitazione all'insegnamento. Ricorsi che il presidente del Tar facente funzione, Alma Chiettini, ha accolto emettendo poi tre decreti di urgenza, l'ultimo dei quali è arrivato in assessorato ieri poco dopo mezzogiorno.
«Il Tar ha accolto un'istanza di una docente intimandoci di rivedere la graduatoria. Ci sono poi altri due ricorsi pendenti su cui stiamo aspettando una decisione e quindi abbiamo preferito sospendere le convocazioni per riaggiornarci nel pomeriggio, alle 14 e 30», aveva dichiarato ieri mattina Maurizia Zadra. Il rischio era quello di dover rimandare le convocazioni a data da destinarsi, perché la posizione dei tre ricorrenti in graduatoria - dice il Tar - andava rivista. Infatti i tre docenti sono stati inseriti nuovamente in lista ma con il punteggio riformulato sulla base delle indicazioni del Tribunale, e le convocazioni sono quindi andate avanti (quasi) normalmente nel pomeriggio. Rimane quindi valido il calendario per le convocazioni disponibile su www.vivoscuola.it. 
Jacopo Valenti
(Articolo completo sull'Adige in edicola)

venerdì 20 agosto 2010

rattoppi

aggiustate le graduatorie come disposto dal TAR, restituendo ai ricorrenti quanto evidentemente sottratto, oggi pomeriggio si sono svolte le operazioni di assegnazione delle cattedre previste per stamattina. Rimando al sito del TAR di Trento per i dettagli dei ricorsi e dei dispositivi che ne sono seguiti.

A quanto pare il calendario delle prossime convocazioni non dovrebbe subire variazioni...
...almeno speriamo.

Dunque tutto come prima: quadri disponibilità col contagocce, cattedre fantasma sui tabelloni, la questione dei passaggi di ruolo ancora da chiarire, eccetera eccetera eccetera.

saluti
nz

Sospese le convocazioni!!!!!!

Stamattina, dopo due ore di attesa snervante, i colleghi precari convocati per l'assegnazione delle cattedre si sono sentiti dire che, a causa di ben tre ricorsi contro le graduatorie, le operazioni di assegnazione sono sospese, in attesa di capire come risolvere la situazione.

L'ennesima brutta figura dell'amministrazione dimostra ancora una volta che questo sistema è disastroso, inutile e dannoso per i docenti, per gli studenti e per le scuole.

L'appuntamento è per le 14.30: i dirigenti hanno promesso che saranno in grado di dire come procederanno e quando e come sarà possibile riprendere le operazioni.

Noi ci saremo: con le nostre magliette e la nostra denuncia. Vi aspettiamo!

nz e ag

Una maglietta rossa contro la precarietà

Su l'Adige di oggi, a pag 25 un servizio sulla nostra iniziativa delle magliette.

ecco qui il testo originale:


Sono in corso presso la Sovrintendenza scolastica, le convocazioni per le assunzioni a tempo determinato: anche quest'anno, a pochi giorni dall'inizio delle lezioni, il sistema scolastico - nazionale e trentino – ricorre alla paziente disponibilità dei precari per coprire la cronica carenza di personale. 

In uno stanzone di via Gilli, centinaia di docenti aspettano il proprio turno, sperando di poter accedere a una delle cattedre disponibili: da anni partecipano a questa sorta di mercato del bestiame, rassegnati, disgustati, incazzati, animati dalla speranza di vedere riconosciuta con un'assunzione a tempo indeterminato, un giorno chissà quando, la loro dignità professionale e umana.

E' notizia di questi giorni che in Italia ci saranno 10.000 nuove assunzioni: pochissime, se si pensa che due anni fa furono 50.000. Una goccia nel mare, se si pensa ai 300.000 precari e agli 80.000 posti vacanti. Ma almeno è qualcosa, rispetto al Trentino: infatti nella ricca autonomia nostrana non ci sarà nessuna immissione in ruolo quest'anno. Come mai Signora Dalmaso? Forse che l'Assessore ha finalmente capito che la sua riforma produrrà nei prossimi anni un drastico ridimensionamento del personale della scuola? O è ancora convinta del contrario e si vuole soltanto togliere un sassolino dalla scarpa nei confronti dei docenti che hanno criticato la sua iniziativa innovativa? 

La scusa ufficiale è quella dell'incertezza gettata sulle graduatorie dalla sentenza del TAR di Trento, che ha giustamente bocciato il provvedimento con cui la Giunta voleva attribuire ben 40 punti di bonus a chiunque avesse insegnato in Trentino (anche nelle scuole private e paritarie) per tre anni consecutivi: un sistema spacciato per garanzia della continuità didattica, ma evidentemente architettato soltanto per favorire gli amici degli amici, in barba alla Costituzione della Repubblica.

L'impasse non ha tuttavia bloccato ben 16 “passaggi di ruolo”, (i trasferimenti di docenti già di ruolo, da un ordine di scuola o da una classe di concorso ad un'altra): secondo la normativa vigente, tuttavia, questi passaggi non possono superare il 25% delle nuove assunzioni. Dunque l'Assessore, per rispettare la Legge, dovrebbe dirci quando assumerà i 48 precari che ne hanno così acquisito il diritto.
Sullo sfondo di questa scena tragica resta un panorama deprimente, punteggiato da questioni di assoluto rilievo, alle quali, da anni, il Ministero, come la Giunta, fingono di rispondere con tanti bei discorsi sulla meritocrazia e sulla centralità della scuola, di fatto invece seguendo una politica che ha ulteriormente impoverito la scuola pubblica, abbassato il livello della preparazione degli studenti, umiliato e precarizzato il lavoro degli insegnanti.
Gli Stati Generali della Scuola Trentina continuano a denunciare questa situazione, assurda da qualsiasi punto di vista, scientifico, pedagogico, economico e sociale: per manifestare il profondo dissenso nei confronti di questa miope politica scolastica stanno distribuendo le loro magliette rosse, da cui un fantasma arrabbiato ricorda che “L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Non sulla precarietà”. Dalmaso, se ci sei, batti un colpo!

Nicola Zuin e Alessandro Genovese – Stati Generali della Scuola Trentina


(se ne parla anche al TG di TCA)

mercoledì 18 agosto 2010

prenota la tua maglietta rossa


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venerdì 13 agosto 2010

giovedì 12 agosto 2010

Magliette

Eccole!
sono arrivate le magliette degli Stati Generali! Rosse fiammanti e incazzate com'è giusto.

Prenotate subito la vostra.

sabato 7 agosto 2010

equilibrio precario: NO alle cattedre con più di 18 ore!!!

"da il fatto quotidiano, blog di Luciano Lanza
Unicobas scuola chiama alla mobilitazione contro la riforma Gelmini


La prossima lotta di docenti di ruolo e precari delle scuole superiori


Lo scorso anno scolastico è stata la volta delle Elementari e delle Medie. Il governo delle “tre i” ha tagliato decine di migliaia di cattedre e posti di ausiliari ed amministrativi, facendo quasi sparire il bilinguismo e l’informatica dalla Secondaria di primo grado. Con la medesima operazione il ministro unico Giulio Tremonti e la sua squadra d’appoggio hanno mandato in tilt quella che l’Ocse considerava (per qualità) la sesta scuola del pianeta, la Primaria italiana, ridotta a non avere più copresenze (per il recupero dello svantaggio) fra i docenti, «spalmati» anche su dieci classi (alla faccia del «maestro prevalente») e con un tempo pieno residuale snaturato nella sua tradizionale unitarietà didattica e in quantità non confacente alle crescenti richieste delle famiglie. E dai tempi di Letizia Moratti il programma di storia in quinta elementare si ferma alla fine dell’impero romano, per rimanere due-tre anni sull’età delle caverne… Vagli poi a parlare della giornata della memoria! Il tutto grazie anche a un centro-sinistra che ha colpevolmente lasciato intonse le modifiche retrive della prime cervellotiche avances berlusconiane sull’organizzazione nazionale dell’educazione. Ma era solo l’inizio.


Da settembre la scuola vivrà gli effetti della «riforma» Gelmini anche nell’istruzione secondaria superiore. L’impianto è costruito sull’ennesimo, spaventoso minimalismo culturale: il monte ore verrà ridotto ovunque, il liceo Scientifico prevalente sarà privo del latino, gli istituti Tecnici subiranno la drastica riduzione del lavoro di laboratorio, i Professionali s’avviano a diventare copie (regionalizzate) dei centri di formazione sottoposti ai non certo disinteressati diktat dell’impresa; l’ultimo anno d’obbligo potrà essere svolto nell’apprendistato; per «riciclare» gli insegnanti in esubero, le classi di concorso sono state riviste e molte materie importanti verranno coperte da personale privo di titolo specifico.

Ma non saranno soltanto docenti, programmi e alunni a farne le spese: è il momento del sacrificio dei 60 mila precari che hanno occupato sinora quelle cattedre vacanti sulle quali non s’era proceduto a collocare (come di dovere) personale stabile. Siamo arrivati alla soluzione finale. Gli insegnanti «a tempo determinato» non solo dovranno dire addio a ogni speranza d’assunzione: quest’anno solo pochissimi di loro godranno persino del «canonico» incarico annuale. Infatti, come se non bastasse, gli Uffici scolastici provinciali offriranno per lo più cattedre a 24 ore, sia al personale di ruolo sia agli incaricati annuali, infischiandosene del limite del contratto nazionale di lavoro fissato a 18.

Per questi motivi il PUMA (Precari Unicobas Movimento Autogestito), a partire dalle convocazioni di fine agosto, intraprende una campagna nazionale di rifiuto delle cattedre superiori a 18 ore, coinvolgendo sia i docenti di ruolo sia gli insegnanti precari.

In particolare, i precari costruiranno un fronte comune (che l’Unicobas auspica s’allarghi a tutti i coordinamenti e le sigle sindacali che non accettano la manovra). Accetteranno le cattedre più consone e, nel caso in cui superino le 18 ore, rivendicheranno il diritto, sancito dall’articolo 28 del contratto nazionale, a non svolgere un orario maggiorato di insegnamento (retribuito peraltro con una mancia!). Nessuno può obbligare i lavoratori della scuola, che siano precari o di ruolo, a forme di straordinario obbligatorio, e l’opzione zero sulle ore aggiuntive verrà garantita dall’opera di patrocinio degli uffici legali del sindacato.

In questo modo gli Uffici scolastici provinciali saranno costretti a chiedere al ministero dell’Istruzione un’integrazione di organico, si libereranno altri posti per i colleghi rimasti senza lavoro e, riaprendo dall’inizio dell’anno scolastico il fronte del dissenso, si avranno maggiori garanzie per il futuro della scuola pubblica.

Stefano d’Errico (segretario nazionale dell’Unicobas Scuola)

giovedì 5 agosto 2010

rettifica

RETTIFICA: i quadri usciti su vivoscuola non sono quelli per le supplenze, bensì quelli per le assegnazioni provvisorie. i precari dovranno aspettare ancora.

mercoledì 4 agosto 2010

Goulasch!

Scuola, in Trentino con la riforma arriva l'orario di lezione spezzatino

(il Trentino, 4 agosto 2010)

TRENTO. A scuola di sorprese. La riforma Dalmaso ha previsto le lezioni di 50 minuti e gli istituti si stanno organizzando come credono. Al Prati, ad esempio, sono stati introdotti 2 minuti di pausa tra ogni ora. Al Galilei si allungherà l’intervallo da 10 a 15 minuti. Ma c’è anche chi ha deciso di anticipare ulteriormente la prima campanella: all’Iti si tornerà sui banchi lunedì 6 settembre.La scuola trentina è pronta alla «rivoluzione di settembre», quando la riforma Dalmaso diventerà effettivamente operativa. Già adesso, comunque, si percepiscono le prime novità, soprattutto dal punto di vista organizzativo. Ogni istituto, in nome dell’autonomia, si sta organizzando come meglio crede per mettere in atto le nuove direttive. Il rischio, però, è quello di avere un panorama piuttosto caotico, disomogeneo, tra le varie scuole della città e non solo. Ma cerchiamo di capire cosa cambierà.
Le lezioni di 50 minuti hanno stravolto l’articolazione della mattinata al liceo classicoPrati. L’entrata in classe è sempre «all’alba», alle 7.45, la prima ora inizierà alle 7.50 fino alle 8.40, poi ci sarà una pausa di 2 minuti e, alle 8.42 scatterà la seconda ora fino alle 9.32. Altri 2 minuti di stop, e via alla terza ora dalle 9.34 alle 10.24. Intervalle fino alle 10.35 e poi tutti in classe fino alle 12.17 (per chi fa 5 ore) o fino alle 13.09 (per chi ne fa 6). Più che l’orario di una scuola, sembra quello dell’autobus o di una metropolitana. La decisione, d’a ltra parte, è stata presa dal consiglio d’istituto per far fronte alla già breve durata delle lezioni ed evitare ulteriori perdite di tempo. Tra una cosa e l’altra (cambio di classe, arrivo del docente, appello...) le ore di 50 minuti rischiano di diventare di 40-45.
Cambiamenti in vista anche al liceo scientifico Galilei dove l’intervallo sarà più lungo passando dai 10 ai 15 minuti e la fine della scuola slitterà alle 12.20 (la 5ª ora) e alle 13.10 (la 6ª ora). L’unica scuola dove resteranno le lezioni di 60 minuti è l’istituto per geometri 
Pozzo. Inizio alle 7.50 e fine alle 12.50, con due rientri pomeridiani dalle 13.50 alle 15.50. Qui il sabato la scuola resterà chiusa: le lezioni sono articolate su 5 giorni a settimana.
All’Iti Buonarroti non cambierà l’organizzazione della mattinata, come spiega il preside Paolo Dalvit. «Eravamo già articolati sulle lezioni di 50 minuti e resteremo così, con inizio alle 7.50 e fine alle 13. Ora vedremo come utilizzare le ore aggiuntive, anche in base alla trattativa in corso tra Provincia e sindacati». All’Iti, però, una novità c’è. L’inizio della scuola non sarà giovedì 9 settembre, come previsto dalla Provincia, bensì lunedì 6 settembre. «Abbiamo anticipato di 3 giorni - spiega Dalvit - per poter fare una settimana di vacanza a carnevale, altrimenti da Natale a Pasqua non ci sarebbe stata alcuna possibilità di tirare il fiato».
Insomma, il panorama è decisamente variopinto. E il rischio è quello di generare una situazione di caos, soprattutto per gli studenti. Tant’è. Al liceo scientifico Da Vinci l’o rganizzazione non cambierà rispetto all’anno scolastico scorso: inizio alle 7.55, intervallo dalle 10.25 alle 10.35 e fine alle 12.15 (per chi fa 5 ore) o alle 13.05 (per chi ne fa 6). Anche al Rosmini la situazione non cambia molto: si inizierà 5 minuti dopo rispetto all’anno scorso (alle 7.55) ed il pomeriggio si finirà 15 minuti prima (alle 16.05). Anche in questo caso l’intervallo sarà prolungato ad un quarto d’ora.
Al Russell di Cles la campanella suonerà alle 7.50 e le lezioni termineranno alle 12.10 o alle 13. Il rientro pomeridiano è previsto tra le 13.30 e le 16.50. Infine, anche all’i stitutoFontana di Rovereto non cambierà granché. Già negli anni scorsi c’erano le lezioni di 50 minuti. Così, la scuola inizierà ogni mattina alle 7.50 e finirà alle 13.10. Ci saranno, però, due pause nell’arco della mattinata: una di 15 minuti alle 10.20 ed un’altra più breve (di 5 minuti), alle 12.15, prima dell’ultima ora di lezione

martedì 3 agosto 2010

l'estate sta finendo

sono state pubblicate le cattedre disponibili 

buona fortuna ai colleghi precari.

ah... a proposito: tenetevi pronti. E' già in cantiere la prima iniziativa sgst per l'anno nuovo... e avremo bisogno di aiuto!

ciao,
nz